Il Tirreno

Pisa

Spariti due milioni dei clienti commercialista sotto inchiesta

di Pietro Barghigiani
Spariti due milioni dei clienti commercialista sotto inchiesta

Il professionista ammette le responsabilità. La Procura verso la citazione diretta a giudizio per truffa Mai versati i soldi per pagare Inps e imposte. Ora Equitalia bussa alla porta dei debitori inconsapevoli

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Inchiesta chiusa con l’indagato che davanti al pm non si sottrae alle accuse e ammette di aver trasformato, a loro insaputa, decine di clienti del suo studio professionale in debitori inconsapevoli di Stato e Inps.

È un importo che si aggira sui 2 milioni di euro quello contabilizzato nelle indagini della Guardia di finanza a carico di Luciano Lagordi, 65 anni, commercialista originario di Bientina, con residenza e studio a Pisa.

Inchiesta chiusa. Il professionista ha ricevuto l’avviso di chiusura delle indagini firmato dal sostituto procuratore, Sisto Restuccia per i reati di truffa, appropriazione indebita aggravata e falso materiale. Trascorsi i venti giorni di tempo per presentare memorie o chiedere di essere sentito, la Procura è orientata a disporre la citazione diretto a giudizio per il commercialista assistito dall’avvocato Francesco Marenghi per la parte penale e dallo studio legale Brini di Pontedera per il fronte civilistico. Al momento Lagordi non risulta sospeso dall’ordine dei commercialisti e continua la sua attività di tributarista e consulente fiscale.

Spese fuori controllo. Una gestione dello studio sfuggita di mano con spese impreviste o incontrollate di cui non ha saputo prevedere gli effetti, sarebbe all’origine di un buco milionario scaricato sulle tasche di decine di clienti.

Clienti beffati. Al momento sono quattro le querele presentate da ex clienti assistiti dagli avvocati Callaioli, Niccoli e Bibolotti. Ma le parte offese, sentite dai finanzieri, sono molte di più. Piccoli artigiani, imprenditori e famiglie che hanno ricevuto nei mesi scorsi. Ci sono anche imprenditori e professionisti pisani, tra cui un pediatra che nel tempo ha dato al commercialista almeno 200.000 euro.

Fisco e Inps mai pagati. Soldi che, stando alle querele, non sarebbero mai finiti nelle casse dello Stato e dell’Inps. Importi che, però, sono stati chiesti sotto forma di intimazioni e solleciti ai contribuenti ritenuti infedeli. Il periodo preso in esame nelle denunce copre diversi anni a ritroso nel tempo. Solo quando hanno scoperto che le somme versate al commercialista non venivano impiegate per rispettare le pendenze con fisco e previdenza, i privati prima hanno chiesto conto dei mancati versamenti e poi si sono rivolti agli avvocati. Scadenze tributarie e saldi contributivi che i clienti pensavano di aver definito dopo aver dato i soldi all'indagato e che, invece, non erano mai stati onorati. E quando sono arrivate le comunicazioni, anche sotto forma di solleciti di pagamento da parte di erario e casse previdenziali, i clienti dello studio hanno scoperto di essere diventati debitori incolpevoli e, soprattutto, inconsapevoli.

Rateizzazioni farlocche. In alcuni casi, grazie alla domiciliazione nello studio del commercialista, l'arrivo delle cartelle esattoriali di Equitalia non veniva portato a conoscenza dei destinatari. Per altre situazioni, la sgradita corrispondenza esattoriale veniva edulcorata dal professionista cona la spiegazione delle "solite" cartelle pazze all'italiana. E che ci avrebbe pensato lui a sistemare tutto. Come, però, non lo spiegava. In realtà, secondo l'accusa, presentava una richiesta di rateizzazione apponendo la firma del debitore. Almeno un cliente ha chiesto e ottenuto il sequestro dei documenti consegnati a Equitalia come istanza di pagamento a rate. Solo che la firma non era la sua. Di qui la contestazione anche del falso materiale nella querela.

Soldi da restituire. La duplice beffa che ha colpito famiglie, professionisti e imprenditori è che non solo hanno perso i soldi versati in questi anni pensando di fare il proprio dovere verso le pretese dell'erario. Ora lo Stato, al massimo può evitare sanzioni e mora, ma il capitale mai entrato nelle casse pubbliche lo rivuole tutto. E qualcuno ha dovuto rateizzare pagamenti che credeva di aver già saldato.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web