Attenzione
Fumata grigissima: Gattuso sulla porta
Incontro tra i legali dei soci: parti ferme sulle loro posizioni
PISA. Fabrizio Lucchesi con il cellulare spento, Fabio Petroni che con cortesia ci risponde «no comment». Questa la conclusione della giornata di ieri che ha visto il faccia a faccia tra i legali dei due soci della Carrara Holding per definire la questione societaria. Faccia a faccia che è avvenuto nel pomeriggio a Roma. Diciamo subito che la situazione non è ancora sbloccata e, addirittura, sembra non sia previsto neppure un nuovo incontro tra gli avvocati. Non resta che affidarsi a piccolissimi rumors. E' del tutto evidente che i legali di Fabrizio Lucchesi ieri a Roma non si sono presentati con un assegno per rilevare il 50% di Britaly Post. La trattativa in tal senso sembra ancora lontana. Il primo scoglio da superare riguarda le scadenze di venerdì, del 30 giugno e del 7 luglio, per un totale di poco superiore al milione e 200.000 euro. La società inglese che detiene formalmente il pacchetto di quote che fanno capo a Petroni ha messo nero su bianco nel suo comunicato di lunedì la disponibilità a coprire questa cifra iscrivendo così il Pisa al campionato di serie B senza alcuna penalizzazione.
[[atex:gelocal:il-tirreno:pisa:sport:1.13695476:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/pisa/sport/2016/06/20/news/la-crisi-del-pisa-lucchesi-replica-a-petroni-1.13695476]]
Ovviamente questo "investimento" ha un costo per il socio Lucchesi e cioè il pegno del suo 50% di quote in favore appunto di Britaly Post (nella persona dell'avvocato Taverniti). Soluzione che, si capisce tra le righe dello stesso comunicato, può prevedere ancora la presenza di Lucchesi in società però con un ruolo strettamente sportivo. Soluzione che, nei propositi e forse anche nelle speranze degli inglesi e dello stesso Petroni, porterebbe con sè la permanenza in panchina di Gennaro Gattuso. L'ex numero 8 milanista non ha certo fatto mistero della sua posizione, ribadita anche nell'ultima intervista registrata per 50 Canale prima del rompete le righe: «Ho rifiutato 4-5 offerte - ha detto -, sono disposto a rimanere senza squadra pur di aspettare il Pisa. Questa è la mia priorità, se dovrò rimanere fermo fino ad ottobre-novembre lo farò». Frase che non ha bisogno certo di interpretazioni, ma forse di un'aggiunta: Gattuso non accetterebbe mai di rimanere nerazzurro nel caso Petroni sia ancora il presidente. Una posizione che di fatto mette con le spalle al muro lo stesso Lucchesi.
Se infatti l'attuale direttore generale riuscisse a congelare l'attuale situazione, magari dando in pegno la parte del proprio pacchetto azionario, diventerebbe molto difficile convincere Gattuso a rimanere comunque al timone della squadra nerazzurra. Uno scenario che quindi ora dopo ora si complica o meglio sembra indirizzarsi verso una soluzione che, ad oggi, non prevede l'ingresso in forze - economiche - degli imprenditori legati a Lucchesi. Venerdì ci vogliono oltre 400.000 euro. Chi staccherà l'assegno? Nel caso lo faccia Lucchesi sarà evidente che i finanziatori sono arrivati e quindi sono pronti anche a coprire le scadenze e poi trattare con Petroni. Se lo farà Britaly Post, per Lucchesi potrebbe essere l'addio al gioiellino che ha contribuito a riportare in serie B. Non prendiamo nemmeno in considerazione, invece, l'ipotesi che nessuno paghi la cifra mandando quindi a carte quarantotto un risultato sportivo e anche un'intera città.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
