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Mai più salme “parcheggiate”

Mai più salme “parcheggiate”

Il vice sindaco Ghezzi: «Delega per la firma ai vigili urbani o introduzione della reperibilità allo stato civile»

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PISA. L’affidamento della delega a personale della polizia municipale o l’introduzione della reperibilità per i dipendenti dello stato civile.

Sono le due ipotesi allo studio del Comune per evitare il ripetersi di episodi come quello di domenica con almeno sette salme “parcheggiate” in locali di emergenza accanto alle cappelle del commiato di Cisanello. Il motivo? Mancava la firma di Palazzo Gambacorti per autorizzare il trasferimento dei defunti. Tradotto: le tre stanze dedicate a ricevere le salme si sono riempite quasi subito e i cadaveri arrivati tra sabato e domenica sono stati sistemati in via provvisoria su lettini d’acciaio in ambienti improvvisati in attesa che ieri mattina l’ufficiale dello stato civile concedesse il nulla osta al trasporto dei corpi.

Il vice sindaco Paolo Ghezzi conferma che il caso di domenica raccontato dal “Tirreno” non è isolato. E che da tempo è in corso un confronto con l’Azienda ospedaliera per dare una risposta al problema. «Quello che, a volte succede a Cisanello è inaccettabile – esordisce Ghezzi –. Dobbiamo avere il massimo rispetto per una situazione che coinvolge persone colpite da lutti. Non possiamo delegare l’ospedale per la firma con cui si autorizzano i trasferimenti delle salme. E allora allo studio ci sono due ipotesi: la prima, prevede la delega assegnata dal sindaco a personale, opportunamente formato, della polizia municipale; la seconda, è quella di istituire un servizio di reperibilità allo stato civile. Dobbiamo capire come poter garantire la sostenibilità di un costo che si verrebbe a creare con la reperibilità. Di sicuro stiamo valutando di estendere il servizio per evitare situazione incresciose di defunti che nei festivi non possono essere spostati». L’effetto “ingorgo” si crea anche per i ridotti spazi delle tre stanze riservate alla funzione di cappelle del commiato. Il rapporto decessi-spazi sta stretta a un policlinico che alla fine dell’anno registra oltre 1.400 morti.

«L'Azienda ospedaliero-universitaria pisana, all'interno dei propri reparti, registra una media di quattro decessi al giorno e nelle due sedi di Cisanello e di Santa Chiara dispone di obitori che possono ospitare nove defunti – fanno sapere dalla direzione aziendale –. C’è anche lo spazio sufficiente all'accoglienza dei congiunti. Inoltre, a differenza di altre aziende ospedaliere, Aoup ha da tempo adottato una procedura che permette ai familiari di disporre della salma dei propri cari entro meno di un'ora dal decesso». La legge impone che sia un funzionario comunale a firmare il documento che autorizza gli addetti delle pompe funebri a prelevare il defunto. Autorizzazione che è richiesta anche per un eventuale trasporto del defunto da Cisanello a Santa Chiara (e viceversa), nel caso uno dei due obitori risulti già occupato. Ma, conclude l’ospedale, «le autorizzazioni al trasporto dipendono quindi dagli orari degli uffici di stato civile comunali; quello di Pisa è aperto la mattina e chiuso (eccetto il martedì e il giovedì) durante il pomeriggio e nei fine settimana». Assegnare la firma ai vigili urbani o istituire la reperibilità potrebbe essere utile per non vedere più le salme “parcheggiate”.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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