Il dolore
Chioschi e tendoni, permessi più veloci in parchi e giardini
Variante urbanistica, «stop alle lungaggini burocratiche» Ok alle edicole nei parcheggi e ai minibar nei campi sportivi
SAN GIULIANO TERME. Sarà più semplice costruire un gazebo o installare una vela in giardino, si potrà chiedere di aprire o spostare un’edicola in un parcheggio o in un’area verde attrezzata più facile da raggiungere, e soprattutto si potranno ottenere autorizzazioni più veloci per poter realizzare un chiosco o montare un tendone o una tensostruttura di piccole dimensioni in un parco pubblico oppure all’interno di un impianto sportivo, in un campeggio o in una attività ricettiva.
Le opposizioni l’hanno già ribattezzata la «deregulation del panino&birra», ma per la giunta di Sergio Di Maio la variante adottata nell’ultima seduta del consiglio comunale è una mini manovra che semplifica molto la vita ad associazioni sportive e culturali, attività turistiche e privati che vogliono dar vita ad eventi e valorizzare con piccoli eventi (e punti di ristoro) il territorio. «Con questa variante - spiega il sindaco Di Maio - l’amministrazione ammette la costruzione di edicole, chioschi e tensostrutture di piccole dimensioni in alcuni sottosezioni delle zone F, ovvero le parti di territorio destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale. Ma soprattutto regolamenta in modo semplice un ambito per cui prima era necessario richiedere singole autorizzazioni o addirittura prevedere delibere specifiche del consiglio». In pratica, un colpo alla burocrazia. La modifica riguarda le aree destinate a verde pubblico attrezzato (F1), quelle destinate ad attività sportive e ricreative di iniziativa pubblica e privata (F2), quelle per servizi di interesse generale, sia pubblici come le scuole (F3) che privati come campeggi, circoli ma anche chiese (F4) e infine quelle destinate a parco o soggette a riqualificazione ambientale (F6). «L'installazione dei manufatti - precisa il sindaco - è subordinata alla realizzazione o riqualificazione delle opere di urbanizzazione. Ovviamente le nuove strutture dovranno rispettare i caratteri paesaggistici e urbanistici del territorio». Niente scempi, insomma. E le dimensioni delle nuove strutture dovranno essere comunque contenute. «Nel nostro territorio ci sono tante piccole aree da valorizzare, spesso qualificate come verde o parcheggio - spiega l'architetto Monica Luperi - Nel tempo abbiamo avuto richieste per la loro riqualificazione con edicole, chioschi o strutture ludiche. Ogni volta però si faceva riferimento a strumenti urbanistici fuori scala per quella che era la tipologia d'intervento richiesta. Con un permesso a costruire condizionato è possibile ottimizzare i tempi, semplificando così l'iter burocratico. Con la nuova norma è poi possibile misurare gli importi economici e quindi quantificare in modo preciso quanto il Comune deve richiedere per gli oneri di urbanizzazione».
Mario Neri
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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