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la storia di brunello

Barbiere rischiò di morire ora è tornato in negozio

Barbiere rischiò di morire ora è tornato in negozio

CALCI. Dei cinque parrucchieri che c'erano una volta in Vallegraziosa (Loris, Lanciotto, Divo, Valerio e Brunello) ne è rimasto uno solo. E anche lui ha rischiato di dover sparire dalla comunità,...

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CALCI. Dei cinque parrucchieri che c'erano una volta in Vallegraziosa (Loris, Lanciotto, Divo, Valerio e Brunello) ne è rimasto uno solo. E anche lui ha rischiato di dover sparire dalla comunità, vittima di un pauroso incidente.

Si chiama Brunello Malvaldi, ha 61 anni, calcesano doc, di una famiglia storica del territorio, molto conosciuta e stimata. L'incidente è avvenuto nel corso di un lavoro svolto per hobby in uno spazio adiacente l'abitazione di un parente. Ma da qualche giorno Brunello è tornato al lavoro nel suo negozio. «Sono vivo per miracolo - racconta Brunello - l'ho vista davvero brutta e sono tornato reduce dal delicato intervento chirurgico alla testa. Ho trascorso molto tempo in ospedale, a Cisanello, e poi mi sono dovuto sottoporre a una lunga fase di riabilitazione».

Brunello è l'unico artigiano che fa barba, capelli e baffi nel suo negozio in via Roma, nel centro storico, di fronte al municipio. È uscito dal tunnel sorprendendo tutti e incassa il saluto affettuoso dei cittadini i quali, giorno dopo giorno, hanno partecipato all'evolversi della situazione personale in un'altalena di speranza e crescente apprensione.

La moglie e i due figli gli sono stati costantemente vicini, ma l'intera collettività lo ha fatto, e ora tira un grosso sospiro di sollievo. Mirko, uno dei figli, riferisce: «Il babbo era caduto rovinosamente perdendo l'equilibrio mentre su una scala stava potando una pianta di limoni. Forse un movimento brusco ed è precipitato giù. È finito su un ferro acuminato della cancellata battendo di brutto la scatola cranica, nella zona occipitale. Da rimanerci secco stecchito». «Ho programmato un mio pellegrinaggio al santuario di Montenero - fa sapere Brunello - è un atto doveroso e quanto mai opportuno. Desidero ringraziare attraverso il Tirreno, il giornale che i miei clienti trovano quotidianamente nella mia bottega, i medici e il personale infermieristico dell'ospedale che hanno dimostrato professionalità e grande umanità. In pratica mi hanno salvato e rimesso in piedi. Certo, il destino mi ha voluto bene. In passato avevo avuto un'altra terribile esperienza in quanto ero finito in un letto di ospedale per un incidente stradale mentre guidavo il mio scooter. Allora come adesso, nella sfida della vita, ho pensato sempre al mio lavoro. E con orgoglio posso dire di essere parrucchiere da 50 anni, ininterrottamente. Avevo cominciato come ragazzo di bottega a 10 anni quando bambino mi presentavo nel laboratorio di Belgio Pierini, il primo maestro, in via XX Settembre, sempre a Calci. E ancora oggi sono qua». Ormai, il parrucchiere del paese.

Pierluigi Ara

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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