Finanza
Il Gonfalone trampolino per l’Unesco
Consegnato al sindaco Marco Filippeschi il massimo riconoscimento della Regione
PISA. Nella sala delle Baleari, dopo quaranta minuti di ritardo sulla tabellina di marcia (orario previsto: le 19), s’era diffuso il panico. «Non ci farà mica uno scherzaccio...», alza gli occhi Antonio Mazzeo, ormai alla quarta o quinta telefonata. La domanda è?: «Ma il Giani viene o non viene? Lo dà o non lo dà il Gonfalone della Regione alla Luminara?».
In fondo il presidente del consiglio regionale ha abituato la città della Torre ai suoi tiri mancini, tipo l’idea di fare del Capodanno pisano una festa della Toscana. «Ma no, è in coda a Lastra a Signa... arriva arriva», sospira Mazzeo. È stato il colonnello renziano a propiziare il riconoscimento che ieri sera Eugenio Giani ha consegnato al sindaco sulla terrazza della sede pisana del Monte dei Paschi in lungarno Pacinotti, il belvedere da cui le autorità cittadine si sono riunite per ammirare la festa delle 110mila luci.
«Siamo molto felici di questo riconoscimento - dice Filippeschi - perché premia una manifestazione storica unica in Italia e forse anche in Europa. Un evento plurisecolare che in pochi anni siamo riusciti a far crescere, passando dai 70mila a 110mila lumini. Secondo gli esperti è la manifestazione più partecipata della regione, per questo consideriamo il Gonfalone come un assist che vorremmo giocarci per candidare la Luminara di San Ranieri ad entrare nella lista del patrimonio immateriale dell’Unesco».
Insomma, Pisa si candida a far entrare la tradizione del proprio patrono nell’olimpo dei beni culturali nel mondo. Dovrà vedersela con moltissimi rivali. Per ora non c’è stata storia, ha vinto la pizza. L’Unesco ha scelto la ricetta tipica napoletana. «Ma quando si tornerà a parlare di tradizioni potremo competere», conclude Filippeschi.
Ma il Gonfalone non è forse anche una sorta di risarcimento per il tentato scippo del Capodanno? «Ma no - dice Mazzeo - riuscimmo perfino a farlo tornare a Pisa e ad ottenere che la Regione contribuisse con un finanziamento alla realizzazione della festa. Questo riconoscimento serve a giocare meglio la partita dell’Unesco». È stato proprio il colonnello renziano a candidare la Luminara per il Gonfalone. E Giani alla fine ha accettato. Giani stesso la rilancia: «C’è tutto - dice - il sostegno del consiglio regionale alla candidatura della Luminara a patrimonio immateriale Unesco. Un evento che si è evoluto nei secoli rimanendo però nel cuore della sua comunità: una festa antica e partecipata, e una delle tradizioni più belle della Toscana. È una manifestazione storica di cui si hanno le prime tracce nel 1337, mentre la prima data ufficiale è il 25 marzo 1688, quando venne traslata l'urna contenente il corpo di Ranieri degli Scaccieri».
Nelle motivazioni della pergamena che accompagna il Gonfalone d’argento vi è riportato: “Una manifestazione che ha avuto continuità nel tempo, con il mantenimento dei suoi caratteri generali e che è stata rilanciata e valorizzata negli ultimi anni con straordinari risultati di collaborazione della comunità cittadina e di partecipazione”.
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