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Pisa

Questo è l’atto finale in San Giusto stop a nuove edificazioni

Questo è l’atto finale in San Giusto stop a nuove edificazioni

Il difficile rapporto del quartiere con le grandi infrastrutture In corso opere la sicurezza idraulica, la viabilità e il verde

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PISA. «La previsione urbanistica di una grande area verde ha un significato particolare perché in questo modo chiudiamo di fatto la possibilità di edificare nel quartiere di San Giusto», sottolinea il sindaco Filippeschi nella conferenza di presentazione della variante relativa alla cittadella aeroportuale.

Si tratta infatti dell’atto conclusivo di una serie di interventi che hanno riguardato e ancora stanno interessando il quartiere, storicamente alle prese, in un rapporto non sempre semplice, con le grandi infrastrutture che insistono su quel territorio: dall’aeroporto Galilei allo snodo viario. Fino ad arrivare al cantiere del People Mover, che cambia ulteriormente il volto della zona.

Non a caso il sindaco ha rimarcato il percorso partecipativo, resosi più che necessario per spiegare ai residenti ciò che stava avvenendo, i successi piani di sviluppo e quanto sarebbe stato messo in campo come opere “compensative». «Un ringraziamento - ha aggiunto Filippeschi - va in questo ambito rivolto al Centro territoriale di partecipazione per l’opera svolta nei confronti della popolazione».

Attraverso i cantieri collateriali al People Mover, è in corso la riqualificazione dell’asse stradale centrale. Inoltre sono stati già realizzati, e altri lo saranno, lavori di messa in sicurezza idraulica, essendo peraltro San Giusto uno dei quartieri che più si è trovato in difficoltà a causa dei più forti e recenti nubifragi.

E ora le previsioni della variante urbanistica per la cittadella aeroportuale, con trasformazione di una zona di 13 ettari (in zona Galilei) in una sorta di città-giardino con un grande spazio verde a occupare i 9/10 dell’area, dunque un parco urbano da 10 ettari. Si consideri, fanno notare i tecnici, come l’area interessata sia ora soprattutto di campi incolti e fasce verdi in stato di abbandono, spesso diventate discariche a cielo aperto.

Sarà però soprattutto la parte relativa ai volumi edificabili (non solo il palacongressi, ma anche gli spazi ricettivi e commerciali) a cambiare ancora le dinamiche di quella parte di città, una volta che si concretizzerà la possibilità di costruire quanto ipotizzato con la variante.

E uno degli aspetti principali sarà quello della mobilità, in una zona dove già sono intervenute differenze di flussi di traffico. Uno studio in questo senso era stato realizzato quando nell’area limitrofa, al di là dell’Aurelia, è stato dato il via libera all’insediamento dello store di Ikea. Il traffico di attraversamento, considerati gli snodi stradali, non è però cambiato in modo sensibile nel quartiere. Ma l’eventuale realizzazione di un palacongressi porterà a ripetere e aggiornare lo studio, anche alla luce dell’effettiva e ormai consolidata presenza del negozio Ikea. Comunque, tra aeroporto e stazione ferroviaria, il potenziale arrivo di numeri elevati di congressisti non è ipotizzato con mezzi privati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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