Proteste
Giovane a processo denunciato dalla ex per violenza sessuale
PISA. Lei lo accusa di averla costretta a subire rapporti sessuali con la forza. Lui respinge ogni accusa e nega qualunque costrizione. È una battaglia di versioni opposte, come spesso accade nelle...
PISA. Lei lo accusa di averla costretta a subire rapporti sessuali con la forza. Lui respinge ogni accusa e nega qualunque costrizione.
È una battaglia di versioni opposte, come spesso accade nelle storie tra ex finite male, quella andata in scena ieri mattina davanti al secondo collegio del Tribunale (presidente Salutini, a latere D’Auria e Fabbricatore) nel processo a carico di un giovane, residente in un comune del Valdarno (omettiamo il nome per tutelare la parte offesa, ndr) accusato di violenza sessuale.
I fatti risalgono al 2009-2010. Due gli episodi che la ventisettenne, all’epoca fidanzata dell’imputato, aveva prima contestato nella querela, poi confermato al pm (in aula Miriam Pamela Romano) e ribaditi ieri in aula nel corso della deposizione.
«La prima volta non ho reagito perché ero terrorizzata dalla sua violenza» ha dichiarato alla corte.
«Quando mi ha costretta a subire un rapporto, la seconda volta, mi ha anche schiaffeggiata con violenza» ha aggiunto la giovane raccontando anche di aver «dovuto abortire perché lui non voleva il bambino e, inoltre, non avremmo saputo come mantenere la famiglia».
Tra i testi ascoltati, oltre alla psicologa che aveva in cura la 27enne dopo gli episodi sfociati nel processo, anche il medico al quale la donna si presentò dopo la presunta violenza sessuale.
«Era molto scossa e mi disse di aver subito abusi» ha ricordato il dottore di famiglia.
L’avvocato del giovane ha incalzato l’ex compagna del suo assistito - nessun certificato medico di un pronto soccorso è agli atti - sottolineando una serie di contraddizioni tra quanto denunciato in querela («hanno sbagliato i carabinieri a scrivere la denuncia» si è giustificata la 27enne) e non riportato nella testimonianza in aula.
Nella prossima udienza saranno sentiti altri testi dell’accusa.(p.b.)
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