Sicurezza
Rozzio solleva la Coppa Arena stracolma di euforia
Impegno mantenuto: Ringhio brucia lo striscione con la scritta “Mai una gioia”
PISA. La città ieri sera ha salutato la sua squadra in un’Arena stracolma. Oltre 10.000 persone hanno festeggiato la conquista della serie B della formazione di Gattuso. Già un’ora e mezzo prima della festa, la Curva Nord si presentava gremita in ogni ordine di posti. Allo stadio c’erano molti bambini e molte famiglie, soprattutto in tribuna, e dopo qualche anno e tante amarezze il popolo nerazzurro meritava una serata del genere. All’Arena anche molte persone che da tempo non vedevamo. «La vittoria di Foggia - ci dice un tifoso - mi è rimasta negli occhi, è stata una gioia immensa».
Il giocatore più acclamato della serata è stato sicuramente Daniele Mannini. E mentre per tutti i giocatori lo stadio ha pronunciato il cognome, per Mannini c’è stata, oltre al coro, la chiamata che ha anticipato lo speaker. L’applausometro ha premiato sicuramente Andrea Lisuzzo, Luca Verna e Andrea Tabanelli, che sale le scalette dell’Arena con le stampelle, “regalo” della battaglia di Foggia.
Acclamati dalla folla Edgar Cani e Nacho Varela. Il capocannoniere della squadra nerazzurra, sette gol in campionato e quattro nei playoff, è accolto con un fragoroso applauso: «Grazie a tutta questa gente che per tutto l’anno è stata straordinaria».
Ultimo giocatore nerazzurro chiamato sul terreno di gioco è stato capitan Paolo Rozzio, che ha detto: «Lo sapete questa vittoria qua per cosa l’abbiamo conquistata? Per voi. Dalla tribuna alla curva, alla gradinata siete stati straordinari».
Ma l’attesa della gente di Pisa era tutta per lui: mister Rino Gattuso, chiamato per ultimo dopo che lo speaker aveva già snocciolato tutti i nomi della dirigenza e dello staff tecnico nerazzurro. Un Gattuso che è stato invitato a gran voce dalla curva nerazzurra. «Voi non siete tifosi, siete un popolo e dopo avervi conosciuto ho capito che siete un popolo coerente». E giù applausi. Gattuso ringrazia tutti, dai magazzinieri al suo staff, a Terravision. E qui arrivano bordate di fischi per il presidente Fabio Petroni.
La curva canta «Gattuso resta con noi». Poi la premiazione della squadra con la coppa della promozione e la medaglia per ogni componente, messa al collo dal direttore generale della Lega Pro, Francesco Ghirelli.
La festa continua. Gattuso, dopo le interviste di rito alle varie tv locali, prima va sotto la curva e brucia con il capitano Paolo Rozzio lo striscione “Mai una gioia” di Alessandro Cerri come promesso alla vigilia della sfida con il Foggia. Poi spiega a tutto lo stadio i dissidi con Terravision, sottolineando di non aver mai pensato di lasciare Pisa e di voler restare al timone della squadra e calpestare l’area tecnica della panchina dell'Arena. Ma ha aggiunto anche tutto resta legato agli accordi che prenderanno i soci: se resta Petroni, lascerà Pisa.
La squadra va a salutare tutti i settori dello stadio e festeggia per almeno 20 minuti cantando e ballando con i ragazzi della curva Nord. «E noi ce ne andiamo in B», e giù cori contro i cugini livornesi che dopo molti anni tornano in Lega Pro lasciando il posto al Pisa, unica squadra Toscana della prossima serie cadetta.
La serata si conclude con il meritato tributo per una categoria attesa per sette anni con la squadra che sale sul pullman turistico attesa sui lungarni da un bagno di folla.
Antonio Tognoli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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