La Nord a Foggia: 29 ore di viaggio
I tifosi della curva in Puglia con il treno: sono rientrati in città lunedì pomeriggio
PISA. Un lungo viaggio verso la B. Per tutti è stata la realizzazione di un sogno. Nessuno voleva mancare e anche i ragazzi della curva Nord Maurizio Alberti sono riusciti ad arrivare allo Zaccheria per assistere all’atto finale della magica cavalcata dei ragazzi di Gattuso. Loro che da quando è stata introdotta la tessera del tifoso non vanno più in trasferta. Un gesto di coerenza ma anche di sacrificio, visto che il viaggio per raggiungere la città dove gioca la propria squadra del cuore è forse il momento di maggior aggregazione della vita dei tifosi. Le emozioni più belle sono lì, in viaggio insieme agli amici di sempre. Foggia diventa un nome storico come Pagani, come Cremona ed i tifosi con gli striscioni e le bandiere della Nord dovevano essere lì. Su tutti spicca “Mau Ovunque”.
Arrivati all’ultimo istante dopo quasi 10 ore di viaggio in treno hanno dato un grande sostegno alla squadra di Gattuso in uno stadio tutto rossonero. Nello spicchio nerazzurro i ragazzi hanno coinvolto tutti i tifosi giunti con auto e pullman che con loro hanno preso morale. Si sono fatti sentire per tutti gli oltre 90 minuti della gara. Dopo tante palpitazioni alla fine hanno gioito. Una gioia che poi hanno condiviso con tutta la città nel magnifico scenario dell’Arena Garibaldi per la premiazione e per il giro dei Gattuso Boys con il pullman scoperto per le vie del centro. A Foggia infatti non hanno potuto applaudire il Pisa che è dovuto entrare subito negli spogliatoi nel clima surreale dello Zaccheria, ammutolito dalla rete di Eusepi. Dopo le polemiche infinite tra Foggia e Pisa, la Nord ha fatto probabilmente il gesto più bello di questa doppia sfida applaudendo i rossoneri alla fine del mesto giro di campo. I tifosi nerazzurri sono rimasti per quasi due ore nello stadio e poi sono stati accompagnati al treno attraversando una città ancora in stato d’assedio. Un viaggio infinito, ancora più lungo di quello dell’andata. Una vera odissea, cosa non sconosciuta a chi inizia ad avere qualche capello bianco e il treno speciale era un appuntamento quasi fisso. I ragazzi sono arrivati a Pisa alle 14,15 di lunedì, con un gruppo di amici che è venuto ad applaudirli alla stazione. Qualche minuto prima hanno salutato i cugini livornesi con il coro ce ne andiamo in serie B, dando di fatto il cambio proprio agli amaranto appena scesi di categoria. In totale i gruppi della nord hanno affrontato 29 ore di viaggio coprendo ben 1.500 chilometri. Ne è valsa la pena.
Andrea Chiavacci
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