Quelle liti a distanza per infuocare il clima
Dalla discutibile aggressione a Gerbo per strada a Tirrenia alla smentita (falsa) degli albergatori sulla disdetta al Pisa
PISA. La finale di Foggia, con un suo contorno spiacevole, è stata preceduta da un’intera settimana di dichiarazioni sopra le righe inesatte o totalmente inventate che hanno reso infuocato il clima.
Già lunedì il sindaco foggiano Landella scrisse al ministro Alfano, accreditando fra l’altro una versione dei fatti (poi ampiamente sconfessata dalla questura) avvenuti la sera prima a Tirrenia: «... L’episodio più grave si è registrato al rientro della squadra e della dirigenza nell’hotel di Tirrenia che ospitava squadra e società; qui alcuni malintenzionati supporter del Pisa hanno atteso giocatori, staff tecnico e componenti societari che sono stati dapprima insultati e poi aggrediti fisicamente. Per un tesserato del Foggia Calcio, Alberto Gerbo, si è dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso a causa di un pugno ricevuto in pieno volto con un prognosi di 10 giorni». Landella nell’occasione si fidò, sicuramente in buona fede, della prima versione dei fatti riportata da alcuni media sulla base delle dichiarazioni dei dirigenti foggiani.
Nei giorni successivi apprendemmo che il Pisa aveva dovuto cambiare albergo perché quello che aveva prenotato, nei pressi di Foggia, si tirò indietro a causa dei possibili problemi di ordine pubblico. E ci fu qualcuno che sentì la necessità di smentirci, secondo quanto riporta la stampa foggiana: Alberto Cicolella, già presidente della Federazione Albergatori della provincia di Foggia e della Regione Puglia, e rappresentante del settore turismo per l’intero Mezzogiorno d’Italia. «La notizia è destituita di ogni fondamento. La categoria degli albergatori di Foggia si è da sempre contraddistinta per serietà e vocazione all’accoglienza. Non potrebbe essere diversamente, soprattutto in occasione di una meravigliosa festa dello sport come la finale di ritorno del playoff di Lega Pro che si disputerà domenica allo stadio Pino Zaccheria. Vale la pena dunque ribadire la completa e totale disponibilità delle strutture alberghiere di Foggia ad ospitare i calciatori ed i dirigenti dell’Ac Pisa, che accoglieremo, come abbiamo sempre fatto anche nel passato quando il Foggia Calcio ha militato in serie A, con il massimo della professionalità e con la piena tutela della privacy dei nostri ospiti».
Una smentita totalmente fuori luogo, perché Il Tirreno ha visto la mail inviata dall’albergatore al Pisa, e della quale riportiamo alcuni stralci. «... Dopo gli incresciosi avvenimenti accaduti ieri in hotel ai calciatori del Foggia e la spiacevole accoglienza ricevuta dalla società, a fronte di attente valutazioni, la presente per comunicarti che per ragioni di sicurezza non riusciamo a garantivi l’ospitalità in hotel in quanto non in grado di assicurarvi tutela nei confronti di eventuali ripercussioni da parte di tifoserie o facinorosi. Ti spiego anche i diversi motivi che hanno portato me e la proprietà a questa spiacevole decisione: non siamo un hotel verticale con ingresso centrale e reparti separati da viabilità obbligatoria. Fosse stato così avremmo pagato un servizio d’ordine privato all’ingresso dell’hotel garantendovi l’incolumità. Trattandosi di un vero e proprio resort le vie d’ingresso sono molteplici ed un servizio di vigilanza privata costerebbe talmente tanto da rendere l’accordo commercialmente penalizzante per noi».
E ancora: «La vostra trasferta a fronte appunto degli accadimenti avvenuti ieri diventa a rischio, e non nelle nostre capacità di accoglienza in quanto abbiamo dei limiti “fisiologici” della struttura che rendono rischiosa la vostra venuta... Qui però si tratta di sicurezza. Ti dissi anche che ci è impossibile delimitare materialmente le aree comuni perciò anche laddove riuscissimo ad assicurare gli ingressi dai facinorosi esterni, nulla potremmo per gli ospiti che già sono interni alla struttura...». Copia di questa email è in possesso della polizia e dell’Osservatorio del Viminale.
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