Il dolore
Concorsi truccati, l’ateneo chiede i danni
Università parte civile in un procedimento arrivato alle battute finali, ma a 15 anni dai fatti
PISA. C’è anche l’università di Pisa tra le parti civili nel processo in corso a Bari nel quale ieri la Procura ha chiesto la condanna a sette anni e sei mesi di reclusione per i reati di concussione e falso nei confronti del cardiologo barese Paolo Rizzon, ritenuto a capo di una associazione per delinquere (ormai prescritta) finalizzata a truccare concorsi universitari.
Il pm Claudio Pinto ha chiesto inoltre la condanna a quattro anni di reclusione per concussione nei confronti del figlio di Rizzon, Brian Peter.
Il filone pisano (coinvolto il cardiochirurgo 80enne Mario Mariani) è stato stralciato per incompetenza territoriale. Nel processo di primo grado, che si sta celebrando a 15 anni circa dai fatti contestati, l'accusa ha chiesto inoltre l'assoluzione per Paolo Rizzon 'perché il fatto non sussiste' con riferimento a tre contestazioni di falso. Il pm, nonostante la prescrizione dei reati, ha chiesto che il Tribunale dichiari la falsità dei documenti relativi ai cinque concorsi banditi negli anni 2002-2003 dalle Università di Pisa, Bari, Firenze, Foggia e Brescia. Al termine della requisitoria le costituite parti civili - alcuni docenti esclusi da quei concorsi, il ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca e gli Atenei di Foggia, Pisa e Firenze - hanno chiesto il risarcimento dei danni agli imputati, quantificando provvisionali immediatamente esecutive fra 75mila euro e 250mila euro.
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