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mister de zerbi (foggia)

«Nerazzurri bravi, vittoria meritata»

«Nerazzurri bravi, vittoria meritata»

FOGGIA. Il Pisa festeggia dopo il gol di Eusepi il ritorno in B dopo 7 anni. Sull’altro fronte per il Foggia la cadetteria resta un sogno inseguito da 18 anni. Il pubblico di casa ringrazia lo stesso...

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FOGGIA. Il Pisa festeggia dopo il gol di Eusepi il ritorno in B dopo 7 anni. Sull’altro fronte per il Foggia la cadetteria resta un sogno inseguito da 18 anni. Il pubblico di casa ringrazia lo stesso la squadra, applaudita anche dai tifosi pisani, e il suo allenatore. Proprio Roberto De Zerbi è stato protagonista con Gattuso di questa avvincente sfida tecnica ma assieme al tecnico nerazzurro veniva espulso dopo il lungo stop di 12 minuti dopo la bottiglietta che ha colpito Gattuso. «Lasciamo stare le provocazioni, a me tutte queste cose non interessano – spiega –. Ho i miei pregi, e i miei difetti, sono orgoglioso dei miei giocatori e della mia gente. Perché questa è la mia gente. Con tutto il rispetto per Pisa questo pubblico meritava la B. Foggia ha uno stadio da Champions League». L'allenatore rossonero prima dell'espulsione era andato a calmare i tifosi sotto la curva sud dopo l'invasione di campo. De Zerbi fa i complimenti a Gattuso e al Pisa: «Alla fine i nerazzurri hanno meritato. In noi c’è molto dispiacere». Sul suo futuro De Zerbi fa una marcia indietro rispetto alla vigilia della finale: «Quando la società vorrà incontrarmi domani o martedì, decideremo. Mi incontrerò con le società con le quali dovevo incontrarmi prima, e vedremo cosa vorranno dirmi. Io ho una clausola che ha voluto la società, quindi se una società paga la clausola è come non avere 2-3 anni di contratto. Bisogna parlarsi bene». Per dirla senza tanti giri di parole: «Il futuro dipenderà dalle cose che chiederò io. E anche dalle loro scelte, se voglio mantenermi qui».

De Zerbi non chiede neanche un euro in più per restare: «Le clausole contano fino a un certo punto. Se non ci sono i margini andrò via. Sono bresciano ma qui sono nato calcisticamente e al Foggia voglio bene ma ora devo staccare la spina e riflettere sul futuro». Infine precisa: «Questa squadra è mia, nel bene e nel male. Quando una cosa è tua, la senti troppo. Non è per accattivarmi le simpatie della gente ma è quello che penso». A Foggia, però, un ciclo appena iniziato sembra già finito e il calcio champagne potrebbe evaporare dopo la lezione di solidità imposta dal Pisa.

Andrea Chiavacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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