Trasporti
L’Arena esplode al gol di Eusepi
Migliaia di tifosi nella Curva Nord per il maxischermo
PISA. Dall'inferno dello Zaccheria al paradiso della B. Oltre mille pisani a Foggia. Oltre cinquemila nella Curva Nord. Più di settecento chilometri di distanza. Emozioni, sensazioni e visioni diverse, ma un solo unico obiettivo: liberare quel grido che da troppi anni la città aspettava di rilasciare al cielo.
Quell'urlo strozzato in gola a due minuti dal termine quando Iemmello ha trasformato un più che dubbio rigore e liberato pochi minuti dopo, quando Eusepi ha insaccato il gol che vale la serie B. In Curva Nord ieri non c'erano i gruppi organizzati. Non erano presenti i bandieroni dei gruppi ultras. Nel cuore pulsante del tifo nerazzurro nessuna coreografia ha "viaggiato" da un lato all'altro emozionando e facendo applaudire l'Italia intera. Ieri a regalare spettacolo ci hanno pensato oltre cinquemila tra giovani, giovanissimi, anziani, famiglie e bambini. Tanti bambini. Che per la prima volta nella loro vita hanno potuto vivere e godere le emozioni di una promozione. Un popolo variegato unito dall'amore per i colori nerazzurri che ieri ha assistito alla finalissima dei play-off di Lega Pro tra i satanelli di mister De Zerbi e l'undici agli ordini di Gattuso dai gradoni della Curva Nord, ai piedi della quale il Comune di Pisa, in accordo con l'Ac Pisa 1909, ha installato un maxischermo esaudendo il desiderio di migliaia di persone, che per i più svariati motivi non hanno potuto raggiungere il capoluogo pugliese, di godersi la partita collettivamente. Entusiasmo alle stelle. La tensione anche. In migliaia si sono ritrovati oltre tre ore prima dell'apertura dei cancelli, inizialmente prevista intorno alle 17 e poi spalancati con circa un'ora di anticipo. Cori, striscioni, sciarpe, maglie nerazzurre e rossocrociate.
La Nord si è popolata delle stesse emozioni che hanno accompagnato la squadra di Gattuso per l'intera stagione, fino alla partenza per Foggia di sabato scorso quando oltre mille tifosi si sono ritrovati all'aeroporto Galilei per salutare e incitare i propri beniamini. Le tensioni di inizio settimana sembrano ormai solo un ricordo lontano. Almeno all'Arena Garibaldi, dove fin dalla mattina gruppetti di tifosi si sono radunati per attendere l'inizio del match. A farla da padrona è stato solo il calore e il colore di un'intera città. Un mix di speranze, scongiuri ed emozioni ha fatto il suo ingresso in Curva Nord.
«Non parlo, non faccio pronostici, voglio solo tifare e anche se Gattuso non mi sente io continuo a gridare per lui», dice una signora che stringe in mano la sciarpa nerazzurra e i denti ad ogni avanzata dei satanelli. Cori e applausi ad ogni azione del Pisa. Lo stesso i cinquemila della Nord fanno ogni volta che le telecamere della Rai inquadrano i mille pisani nel settore ospiti, riservando invece fischi ed imprecazioni ai foggiani e ai telecronisti della tv di Stato, ritenuti poco imparziali. Un tifo compatto e continuo interrotto solo dall'ingresso dei sanitari intervenuti per soccorre un tifoso colto da un lieve malore, silenziato dal goal di Iemmello e ripreso dopo pochi minuti quando i cori si sono trasformati in un boato che è riecheggiato in tutto lo stadio, racchiudendo in una sola lettera, "B", le speranze di migliaia di tifosi. E il sogno di un'intera città.
Danilo Renzullo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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