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Ericsson ridimensiona la presenza al Cnr: 9 ricercatori licenziati

Ericsson ridimensiona la presenza al Cnr: 9 ricercatori licenziati

La multinazionale hi-tech apre le procedure di mobilità Altri 26 dipendenti saranno trasferiti nella sede di Genova

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PISA. L’eccellenza si sgonfia. E manda a casa decine di persone. Ericsson, multinazionale svedese della telefonia e delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione, ha presentato venerdì scorso il piano industriale di razionalizzazione interna negli stabilimenti italiani. Un piano lacrime e sangue che prevede il licenziamento di oltre 380 dei circa 4.000 dipendenti impiegati nelle sedi nazionali, che avrà un forte impatto anche sul laboratorio di ricerca pisano attivo all’interno del Cnr. Domani il colosso svedese aprirà le procedure di mobilità che includono il licenziamento di nove ricercatori impiegati nello stabilimento pisano, dove ogni giorno 49 tra ingegneri, matematici e informatici si occupano di innovazione applicata alle reti ottiche e alle tecnologie fotoniche, i cui prodotti hanno fatto il giro del mondo.

Personale altamente qualificato ritenuto “obsoleto” dai nuovi piani di sviluppo della multinazionale che sta lentamente cambiando pelle trasformandosi in una sorta di società di servizi in cui la produzione attuale passerà quasi in secondo piano. Il progetto di ristrutturazione dovrebbe concretizzarsi entro dicembre. Oltre agli esuberi, prevede il trasferimento a Genova di 26 addetti e il mantenimento a Pisa di soli 14 dipendenti «dove - denuncia Davide Alfonso, Rsu del laboratorio - sono stati finanziati anche dei corsi di formazione per la nuova produzione». Lo scorso anno è stato inoltre sottoscritto un accordo per la riqualificazione del personale impiegato. «Prima ci formano e poi ci licenziano», accusa la rappresentanza sindacale. Il laboratorio, attivo a Pisa dal 2001, collabora con gli altri centri di ricerca, le Università e varie aziende della provincia. Ha basato la sua presenza all’ombra della Torre sui finanziamenti pubblici e in particolare su quelli provenienti dalla Regione Toscana. «Ogni tre anni - spiega Alfonso - presentiamo in partnership con altri centri ed enti dei progetti di ricerca che vengono quasi sempre finanziati, in particolare dalla Regione». L’ultimo “Fi-Pi-Li 3”, presentato nel 2015, è stato ammesso con riserva ad un finanziamento di circa 7 milioni di euro, di cui 3 destinati alla Ericsson. Motivo che ha spinto la società a non smantellare totalmente il sito pisano, dove manterrà un gruppo di dipendenti per non perdere le risorse pubbliche. O almeno questa è l’accusa delle rappresentanze sindacali che si dicono pronte fin da domani a dare battaglia con scioperi e manifestazioni.

«È un aut aut inaccettabile - prosegue Alfonso -. Il coordinamento nazionale delle Rsu ha chiesto di non presentare il piano e di trovare altri strumenti per affrontare la crisi e la ristrutturazione. A livello locale abbiamo invece chiesto un incontro alla Regione. Lo stesso faremo con le altre istituzioni». L’obiettivo della Ericsson, almeno a Pisa, è ridurre al minimo il personale e gli spazi, per risparmiare sui costi dell’affitto continuando però ad incassare i contributi pubblici. «Magari - conclude Alfonso - poi si affideranno a stagisti e laureandi pagati poco e niente per portare avanti un minimo di attività».

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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