Finanza
Volontariato, regole trasparenti
Gelli (Pd): «Con la riforma del terzo settore certezze anche sui fondi assegnati»
PISA. Due settimane dopo l'approvazione della legge delega di riforma del terzo settore, il Bastione Sangallo ha ospitato una giornata di studio sugli effetti di tale riorganizzazione sul volontariato socio-sanitario. Al convegno, organizzato da Dianora Poletti del dipartimento di Giurisprudenza dell'Università e sostenuto dal Comune, dal Cesvot (Centro Servizi Volontariato Toscana), dall'Anpas (Pubbliche Assistenze Toscane) e dall'associazione delle Misericordie pisane, ha partecipato Federico Gelli, presidente Cesvot Toscana e deputato Pd.
Gelli, in cosa consiste questa riforma?
«Innanzitutto, essa definisce quali sono i soggetti del terzo settore e introduce dei principi molto importanti in termini di semplificazione, agevolazioni e opportunità nel mondo del volontariato. Introduce il codice unico del terzo settore che semplifica nettamente la regolamentazione. Dal 1999 ad oggi si sono susseguite una serie di norme che sul volontariato, l'associazionismo di promozione sociale e la cooperazione sociale che non hanno definito un quadro omogeneo. Ci sarà chiarezza sui compiti, i ruoli e i diritti e doveri del terzo settore».
Viene dunque fatta chiarezza sui ruoli, i diritti e i doveri del terzo settore.
«Proprio così. Viene stabilito un unico registro nazionale del terzo settore al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I criteri che consentono l'iscrizione a tale registro nazionale sono la trasparenza nei bilanci e nella democraticità interna. Si tratta di un'innovazione che ci permette di individuare i soggetti che faranno parte di questo albo nazionale e che potranno usufruire delle opportunità e della norme previste. Un ulteriore elemento di chiarezza e trasparenza per evitare che, come è successo in passato, alcuni utilizzino il volontariato o il terzo settore per finalità che non hanno niente a che fare con questo mondo».
Come cambia il ruolo dei centri dei servizi per il volontariato?
«A questi centri vengono affidati compiti di sostegno e aiuto, consulenza, non solo e non più al volontariato ma anche all'associazionismo di promozione sociale e alle imprese sociali. Essi, dunque, amplieranno la gamma di servizi destinati a questi soggetti: in cambio il governo dovrà definire con chiarezza le modalità di finanziamento e di controllo dei suddetti centri. Avere la certezza del finanziamento rappresenta una garanzia per una programmazione e una continuità dei servizi. Questa riforma stabilisce un finanziamento annuo di 17 milioni per il terzo settore. Un bel cambiamento, considerando che il Cesvot (che presiedo) ha attraversato un periodo di grande difficoltà a causa della riduzione di oltre il 75% dei finanziamenti da parte delle fondazioni bancarie: un crollo che ha avuto delle ricadute sulle oltre 3000 associazioni di volontariato che assistiamo in tutta la regione».
Un altro punto importante riguarda il 5x1000.
«Finora i cittadini hanno scelto a chi devolverlo nella propria dichiarazione dei redditi, ma negli ultimi anni non tutte le risorse sono state destinate ai soggetti beneficiari perché lo Stato ne ha trattenuto una parte per problemi di bilancio. Questa legge stabilisce che tutto il fondo per il 5x1000 deve essere devoluto alle associazioni di volontariato e non a coprire buchi del bilancio dello stato. Stiamo parlando di circa 500 milioni all'anno».
Quali sono le novità riguardanti il servizio civile?
«Questa riforma introduce il servizio civile universale dedicato a tutti i giovani italiani o stranieri domiciliati in Italia dai 18 ai 28 anni. Sarà pubblicato un bando nazionale con circa 100.000 posti disponibili. Questi ragazzi potranno usufruire del servizio della difesa non armata della patria. Agli ammessi sarà riconosciuto uno status giuridico utile per il loro futuro formativo o occupazionale».
Quali sono i prossimi passaggi legislativi della riforma?
«Il Governo ha la delega di emanare entro un anno tutti i decreti delegati. Sono fiducioso. Ho parlato con il sottosegretario Luigi Bobba: entro la fine dell'anno avremo la maggioranza dei decreti delegati e la completa applicazione della legge di riforma. Il nostro lavoro ha avuto inizio due anni fa, dopo l'intervento di Matteo Renzi al festival del volontariato di Lucca. Disse che il terzo settore aspettava da 20 anni una riforma. Insieme a Bobba, al ministro Maria Elena Boschi e agli altri colleghi siamo riusciti a vincere questa sfida».
Sharon Braithwaite
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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