Sicurezza
Rettore, ultimo round: la missione impossibile per battere il favorito
Tulli lascia e chiede ai suoi di votare contro Mancarella E Iannaccone attacca: «Lui sostenuto dall’establishment»
PISA. Il primo turno è stato impietoso. Numeri «chiari», schiaccianti. Numeri che ieri lo hanno «esortato» al «gesto di rinuncia formale al ruolo di candidato». Per questo l’invito di Mauro Tulli ai suoi elettori a girare il proprio voto in favore di Giuseppe Iannaccone sembra più un atto formale, in ossequio all’asse siglato prima delle urne fra il fronte dei tre candidati anti-Augello, che un convinto endorsement al compagno di coalizione.
«Con lucidità e coerenza, Iannaccone ha rappresentato» (come lui e Donato Aquaro) il segno della discontinuità, dunque «per il secondo turno credo giusto un voto in suo sostegno, nella speranza di mantenere vivo e forte un progetto di alternativa nel nostro ateneo», dice Tulli. Il grecista e direttore del dipartimento di Filologia, uscito sconfitto dal primo round per la corsa al rettorato, sa bene che battere Paolo Mancarella sarà una missione impossibile. E anche Aquaro sembra saperlo, non a caso lascia il suo endorsement solo inviando una mail agli elettori ma senza dichiarazioni pubbliche.
Del resto la valanga-Mancarella ha trainato 879 voti nella prima tornata, tanti da sfiorare il quorum del 50% degli eventi diritto che gli avrebbe garantito l’incoronazione diretta. In una corsa alla successione per la guida dell’università ci sono in palio 1840 voti e il fronte anti-Mancarella per ora è a quota 695. La sfida per Iannaccone è convincere gli astenuti a tornare in massa alle urne da lunedì a giovedì. Sono circa 230 i voti ancora in ballo. Ma per sperare di ribaltare un risultato già scritto l’ingegnere elettronico di 48 anni sospinto alla vigilia da un endorsement di Guido Tonelli, uno degli scopritori del bosone di Higgs, dovrebbe ottenerli tutti o quasi, o addirittura convincere qualcuno dei votanti a cambiare idea. Il voto per la successione a Palazzo alla Giornata non è storicamente segnato dall’astensione. Questa settimana si è espresso l’80,78% degli aventi diritto. E per rastrellare quello che resta serve una affluenza vicina al 100%. L’alternativa è sperare invece in un rilassamento dell’elettorato di Mancarella e in un risveglio del dissenso. Iannaccone, su Facebook, prova a scuoterlo citando Robert Frost e invitando la comunità accademica a scegliere «la strada meno battuta», quella del «cambiamento» rispetto «a una proposta di sostanziale continuità con l’attuale governo dell’ateneo e sostenuta dall’establishment». «Lunedì si comincia dallo zero a zero, non abbiate paura», dice.
L’erede di Augello invece ringrazia chi l’ha votato e rilancia: «Lunedì la parola è ancora a voi e vi chiedo di dimostrare ancor di più la fiducia nei miei confronti con il vostro voto». Ma sul percorso di un’eventuale rimonta c’è un’ulteriore incognita: la voglia di salire sul "carro del vincitore" di chi potrebbe pensare di aver sbagliato candidato al primo turno.
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