Sicurezza
Una Pet può prevenire l’Alzheimer
Parte dalla Neurologia di Cisanello una sperimentazione internazionale
PISA. Scoprire la malattia di Alzheimer (oltre 4mila malati a Pisa e provincia) prima ancora della comparsa dei disturbi, ovvero in soggetti apparentemente sani. È lo scopo della ricerca internazionale che parte anche da Pisa. L'esecuzione di una Pet cerebrale potrebbe evidenziare la presenza di una sostanza, causa del danno alle cellule nervose. In questo caso, si offrirebbe alla persona l’opportunità di proseguire con ulteriori indagini. Lo spiega Ubaldo Bonuccelli, direttore dell'unità operativa di Neurologia all'Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana. In sostanza, si propone a persone sane oltre i 65 anni di età oppure fra i 60 e i 64 ma con un familiare colpito dall'Alzheimer, la possibilità di verificare mediante una semplice Pet per l'amiloide la presenza di sostanza amiloide nel cervello. Nei casi in cui l'amiloide cerebrale supera i livelli ritenuti patologici (in media si ritiene intorno al 10% dei soggetti di questo gruppo di età esaminati) verrà offerto di partecipare ad un trattamento della durata di 5 anni con un farmaco antiamiloide per via orale. «Durante tale periodo - aggiunge Bonuccelli - le persone saranno monitorate e seguite dall'équipe in modo stretto per valutare l'eventuale insorgenza dei sintomi della malattia. Il farmaco, un inibitore della beta-secretasi brevettato dalla Janssen, è del tutto sicuro e privo di reali effetti collaterali perché già ampiamente provato in pazienti con Alzheimer conclamata in alcuni studi con risultati incoraggianti. L'idea di fondo è che se si somministrasse il farmaco all'inizio, quando ancora la sostanza amiloide non ha determinato un danno ai neuroni coinvolti nella memoria e nelle altre funzioni cognitive come l'attenzione e la memoria, si potrebbe prevenire la malattia vera e propria, cioè la perdita progressiva della memoria e del giudizio».
Gian Ugo Berti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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