Sicurezza
Puntò il coltello contro un vigile: resta ai domiciliari
PISA. In aula ci tornerà il prossimo 30 giugno per ascoltare le conclusioni e la sentenza del giudice, per ora però Jasmina Bojic, la 53enne bosniaca accusata di resistenza a pubblico ufficiale,...
PISA. In aula ci tornerà il prossimo 30 giugno per ascoltare le conclusioni e la sentenza del giudice, per ora però Jasmina Bojic, la 53enne bosniaca accusata di resistenza a pubblico ufficiale, tentate lesioni pluriaggravate e porto abusivo di coltello per aver puntato un coltello alla bocca dello stomaco del vicecomandante dei vigili urbani Paolo Migliorini lo scorso 26 maggio durante uno sgombero a Gagno, resta ai domiciliari.
La misura di custodia cautelare non è stata revocata nonostante nei giorni successivi all’operazione della polizia municipale la donna avesse smentito seccamente - attraverso il suo legale - il racconto fatto dai vigili.
Secondo gli agenti, Bojic era uscita da una abitazione in via Pardi urlando e inveendo contro di loro vedendoli intorno al camper di proprietà di un parente.
Due pattuglie stavano infatti sgomberando un piazzale da vecchie roulotte e camper senza assicurazione, molti dei quali affittati a spacciatori.
La donna prima si sarebbe scagliata con male parole contro una vigilessa per poi minacciare anche il vicecomandante della polizia municipale pisana.
E una volta arrivata davanti a Migliorini avrebbe puntato la lama allo stomaco del vigile. Solo l’intervento di un collega lo aveva salvato.
«Il collega mi ha urlato di stare attento e io d’istinto con il braccio ho allontanato quello della donna per poi ammanettarla. Subito dopo si è distesa a terra, accusando un malore e dichiarandosi cardiopatica», ha raccontato Migliorini.
Tutto falso, ha fatto sapere la donna inviando al nostro giornale una lettera tramite il legale Davide Ghelardi.
Bojic ha raccontato di aver assistito «incredula» alla scena di un uomo che in borghese stava prendendo a calci la porta del mezzo.
Non solo. Lei avrebbe inoltre subito consegnato il coltello all’ufficiale, ma nonostante questo sarebbe stata picchiata, prima con uno schiaffo che le avrebbe fatto perdere i sensi e poi con una ginocchiata.
Una versione smentita dal vicecomandante Paolo Migliorini, che ha presentato querela per diffamazione, e in parte anche dai riscontri medici, dato che sul corpo della donna - portata in ospedale - non erano stati riscontrati segni di contusioni. E confermata invece da alcuni testimoni, fra cui una parente, ieri richiamata però dal giudice a riflettere sulle conseguenze possibili di una falsa testimonianza.
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