Sicurezza
Nella stessa stanza la diagnostica e l’attività chirurgica
Nuova sala operatoria ibrida alla Casa di Cura San Rossore Tecnologia 3D e apparecchi pensili contro il rischio infezioni
PISA. Un ambiente hi-tech di 75 metri quadri in cui convivono diagnostica e attività chirurgica. E’ la nuova sala operatoria, infatti definita ibrida, inaugurata ieri alla Casa di Cura San Rossore. Non a caso uno slogan recita: “Quando lo specialista dialoga con la tecnologia, senza trascurare il benessere del paziente”. Al taglio del nastro, alla presenza del sindaco Marco Filippeschi, il presidente della Casa di Cura Andrea Madonna, l’amministratore Roberto Madonna e il direttore sanitario Maria Grana.
Caratteristiche. La sala ibrida di San Rossore può vantare la certificazione ISO 5, avvalendosi della miglior tecnologia finalizzata alla riduzione delle infezioni in ambiente ospedaliero, particolarmente pericolose per il paziente soprattutto in caso di interventi di alta specialità, come la neurochirurgia, l’ortopedia, l’oculistica, la chirurgia vascolare toracica e la radiologia interventistica. «In questa sala “intelligente” - spiega Grana - tutte le componenti, dagli impianti agli elementi architettonici, fino ai percorsi e al layout, contribuiscono in maniera significativa alla riduzione del rischio infezioni». Inoltre le apparecchiature elettromedicali sono posizionate su bracci pensili senza la presenza di cavi o ingombri sul pavimento, in modo da facilitare le operazioni di pulizia e sanificazione. Anche gli impianti per il trattamento continuo dell’aria Vccc (Ventilazione, Condizionamento e Contaminazione Controllata) contribuiscono ad abbassare la carica batterica naturalmente presente nell’ambiente o veicolata dall’équipe chirurgica. Attorno al tavolo operatorio sono posizionati 80 punti per il ricambio continuo dell’aria.
Tecnologie. Nella sala di 75 mq è concentrata tutta la tecnologia che contraddistingue la moderna chirurgia: le apparecchiature diagnostiche, chirurgiche, anestesiologiche, i sistemi di gestione informatica, la tecnologia 3D, i dispositivi audio e video per lo streaming e per connettere in videoconferenza altri specialisti in tutto il mondo. La sala è dotata di una zona di monitoraggio separata, collegata in modalità audio e video con il campo operatorio ed è governata da un sistema informatizzato che gestisce e controlla in modo centralizzato tutte le tecnologie e le strumentazioni presenti. «Una gestione univoca in un unico punto, mediante comando vocale o touchscreen, di tutte le tecnologie, senza quindi la necessità di muoversi», fanno notare i tecnici. A proposito di tecnologie all’avanguardia, quella 3D permette di aumentare la profondità del campo operatorio e di amplificare l’immagine tridimensionale delle strutture anatomiche rispetto all’approccio chirurgico tradizionale.
Umanizzazione. «Il tema dell’umanizzazione delle cure riveste oggi una straordinaria importanza - dice Andrea Madonna -. Con questa nuova sala operatoria vogliamo offrire ai nostri pazienti la miglior soluzione per la loro sicurezza, ma desideriamo anche aiutarli, come ci è possibile, ad affrontare l’intervento con maggior serenità». E proprio per ridurre lo stress dei pazienti che devono affrontare un intervento, su una parete della sala spiccano immagini riprodotte su scala naturale delle dune di sabbia e degli alti fusti dei pini marittimi del parco di San Rossore. Presenti all’inaugurazione, tra gli altri, il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Carlo Tomassini, il rettore Massimo Augello e numerosi medici, come il professor Franco Mosca, ringraziato da Roberto Madonna «per averci portato per mano in questa avventura», sottolineando «la necessità nel settore sanitario della sinergia pubblico-privato».
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