Il Tirreno

Pisa

I sogni di Eugenio sopravvivono grazie ai genitori

I sogni di Eugenio sopravvivono grazie ai genitori

All’istituto Santoni consegnati i premi intitolati a Caponi, morto a soli 20 anni in un incidente

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PISA. I sogni di Eugenio Caponi, scomparso appena ventenne in un tragico incidente d'auto quattro anni fa, rivivono negli studenti dell'istituto Santoni grazie al premio istituito in sua memoria dai genitori, Sandra Di Paco e Alessandro Caponi. Entrambi hanno coraggiosamente mutuato il loro dolore in una straordinaria occasione di crescita per altri ragazzi che stanno per diplomarsi all'istituto per geometri, proprio come aveva fatto Eugenio. Con una commovente cerimonia nell'auditorium della scuola sono stati premiati i quattro vincitori del “Premio Eugenio Caponi”, alla sua quarta edizione. «Molto più di un premio - ha detto il professor Franco Vanni -. La famiglia si è resa disponibile a intercettare professionisti del mondo del lavoro, che ha aperto la strada a varie collaborazioni».

Il primo premio è andato a Dario Billi, il secondo a Martina Nannipieri, il terzo e il quarto ex aequo a Daniele Mariano e Martina Caiti. Il tema prescelto quest'anno ha riguardato il “Progetto del parco urbano di Porta a Mare”, tutti i lavori sono stati improntati a un'elevata sostenibilità ambientale. «Son già trascorsi quattro anni ma sembra ieri - ha detto con voce esitante Caponi - continuo a provare lo stesso dolore che arriva dallo stomaco. Chi mi è vicino mi chiede se è ancora il caso di portare avanti questa iniziativa. Certo ci penso, ma finché ne avrò la possibilità io ci sarò, lo devo alla sua memoria e a chi gli voleva bene. Quando questa giornata sarà finita la soddisfazione per quello che facciamo sarà di gran lunga maggiore della sofferenza».

Il dirigente scolastico Pier Paolo Putzolu, che ha presieduto la cerimonia insieme ai professori Patrizia Pieroni e Riccardo Benedettini, ha parlato del premio come «un'occasione unica per la scuola di lavorare sulla concretezza, non solo come importante esperienza di alternanza scuola-lavoro: da una scuola nozionistica a una che mette tutti gli studenti alla prova». Alla cerimonia è intervenuto anche il rettore Massimo Augello, che ha seguito con profonda partecipazione l'iniziativa della famiglia. Ma il messaggio più struggente, quello che gli studenti che hanno gremito l'auditorium non dimenticheranno, è arrivato ancora una volta dal papà di Eugenio. «Da giovani tutto è scontato perché la vita stessa sembra infinita - ha detto con rammarico - ma alla vita bisogna voler bene. Vi sentite esuberanti e forti, ma in realtà siete inesperti e soprattutto inconsapevoli. La vita deve essere vissuta, deve riempirvi un bagaglio che vi consenta di commettere sempre meno errori. Ma vi invito a essere attenti e riflessivi a scuola, alla guida, sui social, nella scelta delle amicizie e perfino in amore. Insomma per quanto possibile vivete le vostre esperienze ma non lasciatevi trascinare dalla corrente. Abbiate coscienza critica, costruitevi il futuro volendo bene alla vita».

Il pianto liberatorio e l'abbraccio della piccola Margherita sono stati sottolineati da un lungo applauso da parte di tutti i presenti.

Renata Viola

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di Redazione web