Il Tirreno

Pisa

«Mosse sbagliate ora recuperiamo»

di Francesco Loi
«Mosse sbagliate ora recuperiamo»

L’on. Fontanelli: «Non si può dire che tutto è stato fatto bene La linea centrista non ha pagato. Servono messaggi chiari»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. «Dire che tutto va bene mi sembra un errore. Ma ora bisogna recuperare chi ha scelto di non andare a votare e cercare tutti insieme di spingere per vincere il ballottaggio a Cascina». A parlare è il deputato Paolo Fontanelli, all’indomani dell’intervista al Tirreno di Antonio Mazzeo, vicesegretario regionale del Pd. Le due visioni all’interno dei democratici tornano a confrontarsi.

Onorevole Fontanelli, cosa pensa dell’esito elettorale sia nazionale che locale?

«Un’analisi puntuale la faremo dopo i ballottaggi. Ora dobbiamo vincere. E per questo dobbiamo fare valutazioni proprio per cercare di recuperare e rimotivare la parte di nostri elettori che non è andata al voto. Considerazione che vale sia a livello nazionale che locale».

Ma come può avvenire?

«Intanto non affermando che tutto va bene o che tutto è stato fatto bene. La Toscana ha dato un segnale di particolare difficoltà per il Pd. Siamo andati al ballottaggio per la prima volta in tutti i comuni sopra i 15mila abitanti».

Allora quale messaggio è giusto lanciare all’elettorato?

«La scelta di puntare su un’alleanza centrista con Verdini non ha pagato. Ora lo dice anche Renzi. I casi di Napoli e pure Grosseto qualcosa hanno insegnato. Il problema di fondo è che l’ambiguità è proprio nello spostamento centrista della linea del partito: una delle ragioni principali di allontanamento di molti elettori. L’asse politico deve essere precisato, nel solco del centrosinistra e nell’attenzione agli effetti della crisi».

Da parte renziana però è stato strizzato più di un occhio alla SinistraDem…

«Il problema non è SinistraDem, ma quelli che non votano più. L’obiettivo è allontanare ogni rischio di ascesa del centrodestra, in più con i caratteri leghisti come a Cascina. Tra Antonelli e Ceccardi la differenza è netta e va evidenziata. E un isolamento del comune di Cascina non serve alla comunità cascinese».

Lei ha criticato la scelta di fare le primarie…

«Uno strumento quasi obbligato per la successione a sindaci non ricandidabili, ma per un sindaco che esce dal primo mandato tutto deve essere preceduto da una discussione nel partito. Fare le primarie come a Cascina significa far passare all’esterno l’idea che, per una parte del partito, Antonelli non ha lavorato bene».

Cosa avrebbe fatto?

«Il messaggio da sostenere era: nonostante le difficoltà del momento, l’operato di Antonelli ha permesso di tenere in piedi servizi diffusi e di qualità. Non si può dire che abbiamo governato bene e poi volere le primarie: è una contraddizione che indebolisce oggettivamente il sindaco uscente».

A parte l’astensionismo, perché Antonelli è finito al ballottaggio?

«Insisto sull’astensionismo perché i numeri dicono questo: rispetto a cinque anni fa i votanti sono diminuiti di circa 2.400, mentre il Pd ha perso 3mila voti e il centrodestra è rimasto più o meno lo stesso. Ci sono poi riflessi nazionali: siamo al governo, ma questa crisi socio-economica aumenta il livello di disaffezione. Non possiamo far finta di non vederla».

Lei ce l’ha con Renzi…

«No, pongo elementi su cui ragionare. Non è in discussione Renzi, semmai la politica e il modo di essere del partito. La comunicazione e l’immagine non bastano, nonostante l’abilità e la visibilità di Renzi. E i renziani sono comunque un’altra cosa. Queste elezioni ribadiscono un serio indebolimento sul territorio».

Mazzeo ha fatto un appello: più uniti per vincere…

«Sì, rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo per vincere. Mandiamo segnali veri, politici, ai nostri elettori che si sono allontanati. Soltanto gli appelli non bastano».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa