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Pisa

Errori in sala operatoria, pazienti risarcite

Errori in sala operatoria, pazienti risarcite

Una donna è rimasta sulla sedia a rotelle, un’altra ha problemi a una gamba per un nervo lesionato

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PISA. L’imprevisto in sala operatoria dove si entra con un malanno e, a volte, si esce ridotti peggio di prima.

C’è chi, pur avendo una schiena malandata, dopo l’intervento si ritrova sulla sedia a rotelle e chi, invece, è “condannato” a una zoppìa permanente per la lesione di un nervo.

Due casi emblematici di errore medico che sono stati chiusi dall’azienda ospedaliera con una transazione per un totale di 125.000 euro.

È bastata la lettera degli avvocati, con corredo di perizie e consulenze, per convincere il comitato gestione sinistri dell’ospedale a pagare una cifra concordata con la controparte.

Obiettivo raggiunto: evitare, in tempi brevi, cause che si sarebbero concluse con un aggravio di costi per l’azienda.

Sedia a rotelle. Il primo bisturi “infelice” risale al settembre 2011. Una pensionata di 76 anni, residente a Lucca, ha seri problemi alla schiena. Viene operata alla colonna vertebrale e per mesi rimane ricoverata in ospedale.

Dal giorno dopo l’intervento fino ad oggi non ha più camminato. Anziché risolvere il guaio alla schiena, esce dall’ospedale su una sedia a rotelle. Passano un paio d’anni e la famiglia decide di rivolgersi a un legale.

È l’avvocato lucchese Ornella Da Tofori a scrivere all’azienda ospedaliera sottolineando l’errore in sala operatoria. Non lo fa con una semplice lettera. Produce perizie e consulenze di medici legali concordi nel convergere su un epilogo comune: la donna non doveva essere operata per la sua patologia e quell’intervento superfluo è stato la causa della sua immobilità vita natural durante.

Ricevuta la richiesta danni, il comitato gestione sinistri ha valutato l’esistenza di possibili margini per sostenere un contenzioso con probabilità di successo. Il risultato dell’analisi è stato quello di procedere con una transazione a 65.000 euro accettata dalla paziente rimasta su una sedia a rotelle.

Gamba ko. È stata evitata una causa civile con il versamento di 60.000 euro per l’altra transazione conclusa con una pensionata di 76 anni, residente in Valdera, assistita dall’avvocato Francesco Verdianelli.

Portata in ospedale per un’emergenza dovuta a un’occlusione intestinale, nel giugno 2014 la donna viene operata con la massima urgenza.

L’intervento si conclude con una “sbavatura” del bisturi. Nel sistemare il guaio all’intestino il chirurgo lesiona un nervo di una gamba.

Un errore involontario che provoca alla pensionata un problema all’arto inferiore. Fin dal primo momento in cui torna in piedi si rende conto che su una gamba non può fare affidamento. E di lì a poco capirà che non potrà mai più camminare come prima. L’avvocato scrive all’ospedale che, per aver reso claudicante la paziente per la lesione di un nervo, anticipa e chiude ogni duello legale versandole 60.000 euro.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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