Il Tirreno

Pisa

«Basta con la politica a colpi di proroghe Più programmazione»

«Basta con la politica a colpi di proroghe Più programmazione»

Confesercenti si fa sentire sulla recente delibera di giunta che allunga di 180 giorni il blocco per nuovi esercizi in centro

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «La proroga di altri sei mesi del blocco dell'apertura di nuovi esercizi di somministrazione o di vendita di bevande alcoliche nel centro storico è sicuramente condivisibile in quanto evita un vuoto normativo rispetto al precedente atto scaduto il 25 maggio scorso. Ma il problema non può essere risolto a suon di proroghe».

Marco Sbrana, direttore di Confesercenti Toscana Nord, interviene sulla recente delibera di giunta che ha allungato di ulteriori 180 giorni il blocco di apertura di nuovi pubblici esercizi e minimarket nel centro storico e nella zona della stazione. Atto che l'associazione di via Ponte a Piglieri aveva già condiviso al momento della sua prima introduzione nel 2014, ma che adesso secondo Sbrana deve prevedere uno scatto in avanti. «Abbiamo sempre sostenuto che il feroce processo di liberalizzazione del commercio, non regolamentato, avrebbe prodotto gravi conseguenze in termini di decoro cittadino - dice ancora Sbrana -. Il blocco delle nuove licenze nel centro storico ha messo un argine al proliferare di attività commerciali di basso livello (leggi minimarket). Ma si tratta di provvedimenti a tempo visto che Pisa non ha, ad esempio, la possibilità di legare norme restrittive all'area Unesco come Firenze. Quindi occorre pensare ad una programmazione commerciale che utilizzi gli attuali strumenti normativi». Anche Lucca nel gennaio scorso ha, per la prima volta, varato il blocco nel centro storico, escludendo però ristoranti e osterie. «Quella situazione è diversa - insiste il direttore di Confesercenti Toscana Nord - in quanto il suo centro non era ancora stato invaso da kebab e minimarket. Giusto quindi prevenire il peggiorare della situazione lasciando spazio però ad attività di qualità come ristoranti e osterie. A Pisa, purtroppo, la stalla è stata chiusa quando i buoi erano scappati visto che al posto di alcune attività storiche si erano già insediate altre di minor livello. Che, però, adesso acquisiscono un alto valore commerciale; oggi l'unico modo che un imprenditore ha per aprire nell'area off limits è, infatti, quello di rilevare una licenza presente». La conclusione di Sbrana. «Collaboriamo con il Comune per individuare forme di regolamentazione consentite ad esempio dal regolamento urbanistico (che per altro vieta già alcune tipologie nel centro storico). Non perdiamo altro tempo e sediamoci intorno ad un tavolo. Il blocco di nuove aperture potrebbe essere stabilizzato consentendo, per fare una ipotesi, aperture solo per locali con superficie non inferiore a 40 metri quadrati e con almeno un servizio igienico per i clienti, accessibile ai diversamente abili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa