Sicurezza
Appello al prefetto: togliete i mattoni
Scoppia la polemica politica: «Così si negano i diritti a chi ha bisogno»
SAN GIULIANO TERME. La giovane coppia, con la piccola di tre anni, che la settimana scorsa era stata allontana dalla casa di proprietà delle Ferrovie a Molina di Quosa (comunque occupata in maniera abusiva) è stata presa in carico dai servizi sociali del Comune di Lucca dove sono residenti.
La ragazza è entrata al lavoro proprio il giorno dello sfratto, mentre il ragazzo è stato contattato per una assunzione nello settore della cantieristica. La situazione sembra avviarsi lentamente verso una soluzione accettabile, ma questo non placa le polemiche politiche. La lista "L'altra San Giuliano", che con il suo capogruppo consiliare Luca Barbuti aveva sollevato il caso, va all'attacco. «Nella settimana della festa della Repubblica, Molina è stata teatro dell'ennesimo episodio di risposta violenta e di negazione dei diritti alle fasce di popolazione più deboli - afferma Barbuti insieme all'altro consigliere Michele Antognoli e al coordinatore Iacopo Cambi -. Poco importa la nazionalità, la provenienza: questa è una storia di povertà che viene criminalizzata. È legittimo che una famiglia bisognosa riapra una casa abbandonata per provare a sopravvivere con dignità? Non si possono dichiarare fuorilegge un padre o madre che cercano di garantire ai figli semplicemente la normalità di una casa. Ciò che è successo sul nostro territorio non può diventare un precedente di sgombero coatto per chi chiede soltanto la garanzia di un diritto fondamentale. E mentre decine e decine di immobili che potrebbero rispondere all'emergenza abitativa si degradano nell'abbandono, si continua a costruire nuove abitazioni destinate a rimanere invendute».
Gli esponenti della lista "L'altra San Giuliano" si rivolgono poi al prefetto. «Sarà al prefetto che ci rivolgeremo ufficialmente affinché la fila di mattoni a protezione delle porte e delle finestra della ex casa del casellante di Molina di Quosa siano rimossi a garanzia del diritto alla casa. Alla cittadinanza e all'amministrazione lanciamo anche la sfida del censimento di queste case lasciate all'incuria, che grazie all'auto-recupero e a operazioni di requisizione potrebbero presto essere restituite a beneficio della comunità».
E sull'emergenza abitativa a San Giuliano interviene anche l'assessore al sociale e vicesindaco Franco Marchetti.
«Un’emergenza che affrontiamo con i mezzi a nostra disposizione. Dall'inizio dell'anno abbiamo risolto almeno quaranta casi riuscendo anche a confermare i fondi per i contributi agli affitti. Occorre però una politica di respiro regionale - conclude Marchetti - che sblocchi ad esempio le quasi mille abitazioni che a San Giuliano rimangono sfitte».©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
