Gioco
Una coreografia “storica” celebra la grandeur pisana
Splendido lo spettacolo con il galeone che rimanda alla Repubblica Marinara L’esortazione dei tifosi: «Adesso tocca a noi combattere per la vittoria»
PISA. Bella e piena così, l'Arena Garibaldi non lo era da anni. Nella giornata più importante della stagione il pubblico pisano ha risposto presente, ha annientato tutti i record registrati in campionato e a supportato l'undici nerazzurro dal primo all'ultimo minuto di un match a tratti spasmodico. La tensione era tanta, accumulata nella lunghissima settimana pre-Foggia. Sette giorni in cui chi era allo stadio, aveva dovuto sudare sette camicie per accaparrarsi i tagliandi d'ingresso non in prelazione. Alla fine sugli spalti erano presenti 11 mila 651 spettatori, che se sommati agli accreditati, hanno sfondato quota 12 mila.
Non male per una partita di Lega Pro e una risposta nemmeno troppo velata al presidente della Lega, che in un match di fine stagione, a Ferrara aveva dichiarato che lo spettacolo del tifo era quello, snobbando l'Arena Garibaldi. Il lungo pomeriggio nerazzurro era cominciato presto, parecchie ore prima del fischio d'inizio.
Intorno allo stadio pian piano le vie si erano colorate di nerazzurro, del rosso dello stemma pisano e dei capannelli di tifosi intenti a mangiare e a bere. Non sono mancati i cartoncini bicolori regalati con l'edizione domenicale del Tirreno, tenuti da tanti come reliquie beneauguranti. Entrati nel catino dell'Arena Garibaldi alle 16, due ore prima del match, si respirava già l'aria del grande evento. Un ricordo doveroso - con tanto di striscione alla “signora ultras” per l’anniversario, domani, della morte di Gabriella Gentili. Contrariamente a quanto accade di solito, infatti, la gradinata e la curva erano quasi del tutto riempite, mentre ancora qualcuno doveva sedersi in tribuna coperta. Anche la curva sud, quella dei foggiani, d'un tratto ha accolto tantissimi tifosi ospiti, tutti pronti a dar manforte e a sostenere i satanelli caduti in un vero e proprio inferno di colori e cori (bella anche la coreografia pugliese). Avvicinandoci alle 18, l'Arena Garibaldi si è svegliata definitivamente alla lettura delle formazioni, quando tutti si sono fermati un attimo per rispondere all'incitamento dello speaker e scandire l'undici nerazzurro a gran voce. Da lì in avanti, lo stadio si è concentrato sull'obiettivo più importante, lo spettacolo tanto atteso della coreografia organizzata. Se contro il Pordenone la Nord aveva strabiliato, contro il Foggia i tifosi nerazzurri si sono superati. All'ingresso delle squadre in campo, nel settore tra curva Nord e gradinata, è stato steso un telo con su disegnato Piazza dei Miracoli circondata dalle mura, mentre sul lato più vicino alla tribuna coperta della curva, è stato srotolato un altro telo quadrato azzurro. Sotto a Piazza dei Miracoli c'era scritto "Urbis me dignum pisane noscite" (degno di essere cittadino pisano) e dopo che tutti i gradoni di curva Nord e gradinata si erano riempiti di cartoncini azzurri e blu (il mare), una nave pisana ha solcato da destra a sinistra la Nord. Sotto al mare azzurro c'erano due striscioni lunghissimi: "Navigando nei mari Pisa è entrata nella storia" e la frase terminava con "Adesso tocca a noi combattere per la vittoria". La nave pisana (con tanto di stemma della città e scritta sulla chiglia "Mau ovunque"), però non aveva terminato il suo tragitto. Dall'estremità sinistra ha infatti percorso tutta la Nord in direzione della gradinata e dietro di sé i cartoncini del mare si sono trasformati in una marea rossa e lo stadio ha accolto l'enorme scritta in bianco "Solo Pisa". Il resto è storia.
Carlo Palotti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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