Sicurezza
Travolse e uccise anziano condanna confermata
La Cassazione ribadisce la pena di un anno e 4 mesi per un motociclista Resta anche il no alla condizionale: «L’imputato aveva un precedente specifico»
PISA. Resta la condanna e, soprattutto, viene confermata la mancata concessione della sospensione condizionale.
La storia è quella di un incidente stradale con un pensionato morto poche ore dopo lo schianto tra la Yamaha condotta da Fabio Amori, 49 anni, residente a Pisa, e la bici di Sergio Menicagli, pensionato di 79 del Cep, conosciuto e attivo nella vita del quartiere. La tragedia si consumò il 24 maggio 2009 tra via Fossa Ducaria e via Tesio a poche centinaia di metri dalla casa dell’anziano.
In primo grado Amori, impiegato al Festival Pucciniano di Torre del Lago, ricorrendo al rito abbreviato (sconto di un terzo della pena) era stato condannato a un anno e 4 mesi di reclusione per omicidio colposo. Sentenza ribadita anche in appello e, ora, definita anche in Cassazione.
I giudici della Suprema Corte sottolineano la piena legittimità del verdetto della Corte d’Appello di Firenze. L’impatto moto-bici poteva essere evitato. «Appare evidente che se Amori avesse prestato la necessaria attenzione avrebbe notato la presenza del Menicagli sulla sede stradale ben prima di giungere in corrispondenza dell'incrocio, così da potere mettere in atto adeguate ed efficaci manovre di emergenza, quale quella di aggirare la bicicletta - si legge nella sentenza –. Allo stesso modo, egli avrebbe potuto agevolmente evitare l'impatto se avesse tenuto una velocità consona alle condizioni di luogo e comunque nei limiti consentiti, e quindi tale da consentirgli una più efficace decelerazione in caso di frenata, o comunque di avere più tempo a disposizione per eseguire una manovra di emergenza».
Per la Cassazione la condotta dell'imputato non poteva ritenersi di minima gravità, atteso che con una maggiore attenzione alla guida Amori sarebbe riuscito ad evitare il sinistro, e considerato anche la personalità dell'imputato stesso, già gravato da un precedente specifico».
Un elemento, quello del precedente, che ha influito sulla mancata concessione della condizionale che di solito, ma a discrezione del giudice, viene concessa per pene al di sotto dei due anni.
Amori, attraverso il suo legale, l’avvocato Stefano Del Corso, ha fatto ricorso contro la sentenza di secondo grado anche per ottenere la condizionale. Perentoria la Suprema Corte nel chiarire perché non c’erano le condizioni per concedere la sospensione: «Va ritenuto congruamente motivato il diniego del beneficio (condizionale, ndr) basato sulle complessive modalità del fatto e sui precedenti penali specifici, ritenuti tali da far presumere che l'imputato non si sarebbe astenuto dal commettere reati della stessa specie».
Pietro Barghigiani
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