Sicurezza
Sgominate dai carabinieri due bande di topi d'appartamento
Svaligiavano case nel Pisano, in Lucchesia, Livorno e a Firenze
PISA. I carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Pisa hanno sgominato due bande di ladri albanesi dedite ai furti in appartamento a Pisa e provincia, ma con raid documentati anche in Lucchesia. Sei le misure cautelari nell'operazione "Five 2015" eseguite all'alba di lunedì 6 giugno mentre sono stati denunciati in stato di libertà alcuni minorenni e altri personaggi che rappresentano figure marginali nell'attivit delle due bande. L'indagine è scattata l'estate scorsa dopo il furto di una vecchia cassaforte da 700 kg prelevata in un'abitazione del quartiere residenziale di Porta a Lucca, a Pisa, e ha dimostrato, secondo gli investigatori guidati dal tenente Andrea Barbieri, come la banda fosse alla costante ricerca di obiettivi da colpire e la facilità con la quale gli stessi accedevano nelle abitazioni, non importa se munite di inferriate, telecamere o allarme. L'inchiesta ha ricostruito che ad agire erano due gruppi separati tra loro, il primo denominato dagli investigatori "la banda del flessibile", formato da tre giovani albanesi, un pisano e un rumeno, per un totale di cinque indagati, mentre il secondo composto da alcuni rom rumeni, macedoni e kosovari (per un totale di 10 indagati), tra cui alcuni minorenni e un rumeno.
Il capo della banda del flessibile era un giovane che impartiva veri e propri ordini, quasi con manu militari, ai complici su come muoversi e cosa fare: parte dell'oro rubato veniva poi rivenduto in alcuni compro oro, risultati per ora estranei alla vicenda. La gerarchizzazione della banda ha permesso agli inquirenti anche di configurare il reato di associazione per delinquere. Dalle intercettazioni telefoniche emerge anche la spregiudicatezza dell'azione dei banditi, pronti a tutto pur di raggiungere l'obiettivo: se necessario, spiegano i carabinieri in una nota, "gli stessi si mostrano pronti a usare mazze di ferro o, durante un sopralluogo, si mostrano eventualmente pronti picchiare, legare e tramortire con un martello un anziano e "gettarlo nel fiume" in quanto possibile testimone nel caso il gruppo decida di scendere dalla macchina e colpire (eventualità che in quel caso per fortuna non si concretizzò)". Modalità molto simili, anche se meno "spregiudicate" nei modi, quelle attuate dal gruppo di rom rumeni, kosovari e macedoni, capaci di colpire nel Pisano, ma anche a Livorno e Firenze.
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