Il Tirreno

Pisa

ORA ANCHE LA CIMA DELL’EVEREST È PIÙ A VISTA

di MONICA FONTANI

di MONICA FONTANI Il calcio è emozione. Emozione senza tempo. Emozione senza età. Contro il Foggia a tifare Pisa c’erano ragazzi che intravedono la serie B per la prima volta, ma c’erano anche i...

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di MONICA FONTANI

Il calcio è emozione. Emozione senza tempo. Emozione senza età. Contro il Foggia a tifare Pisa c’erano ragazzi che intravedono la serie B per la prima volta, ma c’erano anche i “ragazzi” più grandi che hanno visto la serie A con Romeo Anconetani e quelli ancora più grandi che hanno visto la serie A con Donati. Il Pisa, insomma, fa battere il cuore di generazione in generazione. Inseguendo un sogno lungo sette anni e che oggi appare a portata di mano.

Il calcio, dunque, come un filo sottile, ma indistruttibile che lega una città. Osservavo, all’ingresso dello stadio, genitori che accompagnavano i figli, ma anche figli ormai cresciuti che accompagnavano a loro volta i propri genitori in una sorta di cerchio senza continuità di tempo, nella magia che emana una sfera di cuoio.

È una settimana, anzi è da molto di più che viviamo l’attesa di questa doppia finale. Nel calcio, come nella vita, vincere è sempre molto difficile. Sulla strada si incontra di tutto: ostacoli, buche, curve, a ciò aggiungi l’incognita di matrimoni fatti senza fidanzamento e capisci davvero quanto la scalata all’Everest, per dirla alla Gattuso, diventi impresa ardua. Con questo 4-2, però, la cima appare più vicina. Non raggiunta, badate bene, ma semplicemente più a vista. Nel calcio di scontato non c’è mai niente, Gattuso lo sa bene e sono sicura che in questa settimana che potrebbe portare a un risultato storico, lavorerà in tal senso. Non a caso le prime parole pronunciate dall’allenatore al termine della gara sono state: «Domenica a Foggia andiamo con l’elmetto. Servirà la massima concentrazione». E sono parole sante.

Da sottolineare, naturalmente, anche una coreografia delle grandi occasioni sfoggiata con orgoglio. Questa volta i tifosi si ispirano agli antichi fasti di Pisa Repubblica Marinara e non risparmiano energie e sudore in quello che è un Fort Knox straripante di adrenalina. Essere avanti di due gol dopo 15 minuti sembra un sogno, il pallonetto di Mannini e poi il gol di Ignacio Lores Varela fanno esplodere l’Arena, ma il Foggia non ci sta. Chiricò e Iemmello pareggiano il conto e l’Everest sembra di nuovo molto in salita. Ma il Pisa, questo Pisa, è duro a morire. I gol di Edgar Cani e ancora di Mannini fanno esplodere lo stadio. E a proposito di Daniele Mannini, consentitemi una nota a margine. L’ho conosciuto appena nato e oggi lo ritrovo sontuoso capitano del Pisa: come passa il tempo...

Il Ringhio-Furioso che, come Orlando, paladino cristiano, ritrovato il senno perso, sconfigge gli avversari. Un augurio, una speranza, un incitamento, un viatico, una spinta per arrivare in cima all’Everest. Serve crederci, serve rimanere uniti, poche parole e tanta concentrazione. Ci sarà tempo per i confronti ed, eventualmente, per i divorzi. Vamos...

(l’autrice è giornalista e moglie di Gigi Simoni)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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