Il Tirreno

Pisa

Lunardi e la fascia al chiodo «Me ne torno alle Ferrovie»

di Daniele Benvenuti
Lunardi e la fascia al chiodo «Me ne torno alle Ferrovie»

Tra poche ore il sindaco di Vecchiano passerà il testimone al suo successore «Presto riprenderò il mio posto di lavoro al centro di controllo di via Quarantola»

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VECCHIANO. Nelle prossime ore per Giancarlo Lunardi ci sarà il passaggio di consegne con il nuovo sindaco. Un atto già compiuto nel 2001 quando lasciò il municipio in favore di Rodolfo Pardini. Doveva essere quello il suo addio al ruolo istituzionale, ma le vicende della politica lo richiamarono in campo nel 2011. Stasera, però, Lunardi dovrebbe davvero appendere la sua fascia "al chiodo". «Dopo venti anni da sindaco è giusto lasciare spazio alle nuove generazioni - ci dice -. Una decisione che avevo preso anche nel 2001, poi però cinque anni fa ci fu la necessità di un mio ritorno. Accettai per spirito di servizio verso i cittadini e il mio partito, ma ad un patto: avrei fatto il sindaco ancora una volta, ma solo per un mandato. Impegno che ho rispettato». Lunardi ricorda i motivi che nel 2011 lo riportarono in campo. «Vecchiano stava vivendo un periodo delicato, non certo per colpa dell'amministrazione comunale: c'era il problema dell'alluvione, la questione Ikea, la vicenda dell'antenna del Paduletto. Occorreva esperienza per mantenere la barra dritta. Mi dimisi immediatamente da presidente del Parco e mi rituffai nella politica locale. Lascio dopo cinque anni - dice ancora il sindaco - con la convinzione di aver rimesso in moto la macchina comunale ed il paese. E con la convinzione che una nuova classe politica, giovane e preparata, sia pronta adesso ad andare avanti». Venti anni quelli che Lunardi ha passato alla guida del municipio di via Barsuglia. Venti anni contraddistinti anche da passaggi per certi versi storici. «Sicuramente - risponde immediatamente -. Abbiamo sconfitto un'enorme speculazione nella macchia di Migliarino e alla Bufalina e contribuito a creare uno dei tre parchi regionali della Toscana. Abbiamo disinquinato i nostri centri abitati con la rete fognaria ed i depuratori, creato un'edilizia scolastica di alto livello. Abbiamo chiuso le attività estrattive quando, da tante parti, si spingeva perché Vecchiano diventasse la cava della Toscana. Con l'acquisto di Marina di Vecchiano, avvenuto il 10 ottobre 1997 (41 ettari di spiaggia per un importo pari a 335.700 euro), abbiamo coronato il sogno di diverse generazioni di vecchianesi, e cioè di un litorale dotato di acquedotto, elettricità, di una migliore viabilità e parcheggi, cioè di quelle infrastrutture necessarie ad avviare un vero e coerente progetto di valorizzazione. E ancora - aggiunge Lunardi - voglio ricordare il 25 ottobre 1993 con l'acquisto ed il restauro del Cinema Olimpia, oggi gestito dal Comune con le associazioni vecchianesi e ritornato il centro della vita culturale del nostro comune. Per chi, come me, lo aveva frequentato in gioventù e poi l'aveva visto decadere, chiudere e trasformare in un magazzino, aver contribuito a riportarlo in vita è una felicità che solo chi ama i beni comuni può capire. Senza dimenticare, di recente, il via al progetto della biblioteca e del polo culturale "Antonio Tabucchi" che vuol dire offrire a Vecchiano la possibilità di divenire un centro nazionale ed internazionale della cultura e del turismo ad essa collegato».

E adesso Giancarlo Lunardi è pronto a voltare pagina? «Certo, innanzitutto riprendendo il mio posto di dipendente delle Ferrovie - spiega con un sorriso -. Martedì andrò a Firenze per prendere contatti con i responsabili e poi tornerò al centro di controllo di via Quarantola a Pisa. Ma senza venir meno al mio impegno politico anche in un quadro più ampio di quello locale. Lascio dopo anni aperti al confronto con tutti, sempre restando orgogliosamente legato all'eredità progressista e riformatrice. Siamo stati uomini di partito, ma non di parte, uomini delle istituzioni democratiche. Per gli obiettivi raggiunti - conclude - voglio ringraziare i consiglieri e gli assessori con cui ho collaborato; un ringraziamento speciale ai dipendenti comunali che hanno lavorato moltissimo e con ottimi risultati. Un saluto ed un ringraziamento pieno di affetto e di gratitudine alle donne e agli uomini di Vecchiano, al mio popolo di Vecchiano, al quale rimarrò sempre fedele e a totale disposizione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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