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Lo dicono le cifre: è la finale più giusta

Lo dicono le cifre: è la finale più giusta

I nerazzurri sono la squadra più “casalinga” della Lega Pro. Crepe nella difesa pugliese

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PISA. La finale più giusta tra le due squadre che durante la regular season e in questi playoff hanno dimostrato di essere le più forti della Lega Pro, tolte ovviamente le rispettive vincitrici dei tre gironi. Pisa-Foggia è una sfida che mette insieme il presente e la tradizione.

Il Pisa è la squadra più casalinga della Lega Pro. La legge dell'Arena Garibaldi è stata letale un po' per tutti: 13 vittorie su 17 partite nella regular season, 41 punti conquistati, 27 gol fatti e appena 9 subiti. Nei playoff i ragazzi di Gattuso sono stati ancora più terribili. Tre reti rifilate alla Maceratese e tre al Pordenone mettendo un mattone importante per andare in Friuli con maggior tranquillità. Ovviamente in trasferta il cammino è più altalenante e i nerazzurri fanno maggior fatica a segnare e a portare a casa il risultato. La gara del Bottecchia però è confortante, visto che Lisuzzo e compagni non hanno subìto gol da una squadra che in casa aveva sempre segnato nel 2016. La difesa ha fatto passi da gigante. Da febbraio ad oggi, playoff compresi, il Pisa ha subìto appena 8 reti ma soprattutto concede pochi tiri in porta. L'organizzazione difensiva punta su un maggior movimento senza palla costringendo gli avversari ad allargare il gioco. Sulle palle inattive, dove colpì la Maceratese con Altobelli, si soffre sempre, ma a Pordenone anche questa situazione di gioco è stata letta nella maniera corretta. Sarebbe troppo facile dire che il Pisa è una squadra figlia del carattere del suo allenatore. Giocatori offensivi e di qualità come ad esempio Mannini, Lores Varela e Cani sono sempre pronti al sacrificio e non esistono prime donne. Solidità ma anche bel calcio collettivo. Tra i più in forma sicuramente Verna che in pratica è l'uomo ovunque e non dovrebbe aver problemi dopo la botta rimediata in Friuli. Con lui in mediana Tabanelli e Di Tacchio dopo tanti guai sono sbocciati al momento giusto. Non dimentichiamoci che i nerazzurri hanno una panchina lunga e spesso tanti giocatori hanno deciso le gare da subentrati. Su tutti Peralta e Montella.

Il Foggia è squadra dall'impronta più offensiva ma in difesa qualcosa concede. Nel girone C la squadra di De Zerbi ha realizzato 61 gol ma ne ha subiti 31. In queste tre gare dei playoff i satanelli sono stati belli e prorompenti davanti ma rispetto ai nerazzurri hanno mostrato maggiori crepe nel difendere. Il Lecce ha avuto diverse chance in contropiede o per errori individuali dei rossoneri. Narciso sicuramente ha fatto molte più parate di Bindi, incassando 3 reti nelle sfide contro i giallorossi di Braglia. Anche il Foggia però è micidiale nelle ripartenze. Chiricò e Sarno portano fantasia. Assieme a loro Riverola, autore di un gran gol contro il Lecce, agisce alle spalle di Iemmello. L'attaccante cresciuto nella primavera della Fiorentina è esploso nelle ultime due stagioni in Puglia diventando capocannoniere con 24 reti più le 3 dei playoff. Anche dal punto di vista tattico i due allenatori più giovani di questi playoff offrono spunti interessanti. Gattuso ha cambiato modulo più volte mentre De Zerbi a causa di qualche assenza è passato dal 3-4-3 al 4-2-3-1. Non è banale dire che la chiave di tutto sarà a centrocampo. Quella tra Di Tacchio e il capitano rossonero Agnelli diventa una sfida nella sfida che può esser decisiva nell'economia dei 180 minuti che valgono la B. Infine occhio ai cartellini gialli in vista del ritorno. Il Pisa si presenta con 5 diffidati (Di Tacchio, Cani, Golubovic, Lisuzzo e Mannini) e il Foggia con 6( Riverola, Gerbo, Narciso, Loiacono, Chiricò e Agnelli).

Andrea Chiavacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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