Il Tirreno

Pisa

«Ho il biglietto ma la vedo in tv Non so chi tifare»

di Emilio Chiorazzo
«Ho il biglietto ma la vedo in tv Non so chi tifare»

Il difensore Rosario Guarino è stato ex a Pisa e a Foggia: due città che mi hanno dato tanto

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PISA. «Ho preso i biglietti, per l'Arena, ma alla fine non vengo: vedrò la partita in tv. Non saprei da che parte schierarmi. Starei male comunque».

Rosario Guarino, difensore, classe 1971, è il classico doppio ex: quattro stagioni a Foggia, due campionati con la maglia del Pisa, in una carriera calcistica che si è sviluppata tra gli anni Novanta e i primi anni del Duemila. E che è costellata di presenze anche in serie A, con l'Empoli, città che adesso ha scelto come sua residenza, nella quale gestisce il bar "Cristallo", meta quotidiana di tanti calciatori ed ex atleti.

«Sono due città che mi hanno dato tanto _ spiega Guarino _ a Foggia ho ancora tanti amici, a Pisa, dove ho chiuso la mia carriera professionistica, avrei potuto restare anche qualche altra stagione. Due squadre delle quali conservo un grande ricordo».

Cominciamo dal Foggia: Guarino ci arrivò nel 1997, con la squadra pugliese in serie B, dopo la scorpacciata di bel calcio che aveva fatto con Zeman. «Trovai una società e una città carica _ racconta _ poi, però, ci fu la questione del fallimento. La squadra che era stata gestita da Casillo, fu affidata al curatore fallimentare. Ma quella carica e la voglia di calcio della città rimase. E si vede anche oggi».

A Pisa, invece, ha giocato nel 2002. «Un campionato splendido _ ricorda l'ex difensore nerazzurro _ andammo ai playoff, ma perdemmo la finale a Bergamo, contro l'Albino Leffe. Un vero peccato, perché per quel che avevamo dato durante l'anno, meritavamo di tornare in serie B. La stagione successiva non andò come avevamo pensato e come si aspettavano anche i tifosi…».

La sfida di oggi la vedrà in televisione. In diretta. «Credo che sia la finale migliore che potesse verificarsi _ spiega _ perché mette di fronte due squadre che per certi versi sono identiche. Speculari. E identiche sono anche le tifoserie».

Cominciamo dalle squadre. «Intanto dico subito che se dovessi esprimere un pronostico, mi giocherei la tripla. Sia nella gara di Pisa che per il ritorno a Foggia. Sia l'una che l'altra squadra hanno espresso, durante il campionato, del bel calcio e, soprattutto, hanno messo in evidenza la loro carica agonistica e la voglia di voler centrare gli obiettivi importanti».

Identica anche la tifoseria. «Da brivido: per chi ha fatto il calciatore, capisce qual è la differenza quando si entra in uno stadio stracolmo e tutto pronto a sospingere con il tifo la propria squadra. Questo succede allo Zaccheria, e anche all'Arena. Ricordo che, quando stavamo lottando per andare in serie B, nei playoff della mia prima stagione a Pisa, allo stadio c'erano anche sedicimila persone. Tifosi che hanno voglia di grande calcio, di quello che conta, ovviamente».

Conteranno molto anche gli allenatori? «Ecco _ sottolinea Rosario Guarino _ loro, per certi versi, qualche differenza ce l'hanno: De Zerbi è uno che cura quasi in maniera maniacale ogni situazione, ogni costruzione di gioco, durante la settimana, nel lavoro d'allenamento. Gattuso, invece, è uno che la sua filosofia, quella del "non mollare mai" se la porta anche in panchina, durante i novanta minuti: basta guardarlo durante il gioco. E' lì quasi fosse lui in campo, a spingere i suoi giocatori, fino all'inverosimile". Quindi come potrà finire? «Non me l'immagino _ conclude Guarino _ Certo, chi saprà essere se stesso, come gruppo, in campo e riuscirà ad attuare le cose che ha preparato durante la settimana, avrà il compito facilitato, rispetto gli avversari. A me verrebbe da dire: in bocca al lupo, a tutti e due».

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