Attenzione
Una soluzione per la coppia sfrattata dalla casa murata
Un imprenditore della nautica ha offerto un lavoro all’uomo e i servizi sociali stanno cercando una sistemazione
SAN GIULIANO TERME. La vicenda della giovane coppia e della loro bimba di tre anni allontanati dall'immobile delle Ferrovie a Molina di Quosa, comunque occupata in maniera abusiva, non è passata sotto silenzio. Dopo il nostro servizio, frutto della sollecitazione di Luca Barbuti, alcuni passi importanti sono stati compiuti.
Innanzitutto una ditta nel settore della nautica si è fatta avanti per offrire un posto di lavoro al giovane padre che negli ultimi mesi aveva lavorato sempre nella cantieristica senza però percepire stipendio. La ragazza, invece, lavora a Torre del Lago, impiego che ha iniziato proprio il giorno dell'intervento degli operai delle Ferrovie. La piccola è stata affidata temporaneamente alla nonna. Ma, cosa più importante, della vicenda si sono fatti carico i servizi sociali di Lucca visto che la coppia è residente in quel Comune. A confermarcelo è il vicesindaco di San Giuliano, e anche assessore al sociale, Franco Marchetti. «Appena Barbuti mi ha chiamato per raccontarmi il fatto mi sono subito attivato. Purtroppo solo telefonicamente, essendo ancora bloccato a letto (Marchetti è reduce da un brutto incidente, ndr). Ho chiamato i dirigenti delle Ferrovie, i carabinieri di Pontasserchio e anche gli agenti della Polfer che erano intervenuti. Inoltre ho parlato in più occasioni con i due giovani cercando di capire la loro situazione. Non essendo residenti nel nostro Comune non possiamo agire in prima persona. Ma li ho messi in contatto con i servizi sociali di Lucca che proprio ieri mi hanno garantito di aver preso in carico la questione».
Intanto si cominciano a chiarire i contorni della vicenda. La giovane coppia e le bimba abitavano nel Morianese in una casa in affitto. Ma la mancanza di stipendio del ragazzo e del lavoro della ragazza, li ha costretti a saltare alcuni mesi del canone. Da qui l'invito dei proprietari a lasciare la casa e la necessità di trovarne un'altra. Grazie al padre della ragazza che lavora nella zona di Molina, l'idea del casello lungo la ferrovia. Dice ancora Marchetti: «Da quanto abbiamo capito, però, non erano ancora entrati a dormire. Volevano infatti prima renderla migliore per la loro bimba, tanto da pensare di imbiancarla con una tinta arancione. Quando sono arrivati gli operai delle Ferrovie non si sarebbero mai aspettati di trovare una bimba di tre anni».
E a far scattare l'intervento degli operai sarebbero stati alcuni macchinisti di treni in transito sulla linea Pisa-Lucca dopo aver visto le finestre del casello aperto. Intervento, appunto alla presenza anche della Polfer, per il timore che quella casa fosse stata trasformata in una centrale di spaccio. Intanto anche la politica è scesa in campo con una mobilitazione della lista "L'altra San Giuliano" e del suo consigliere Luca Barbuti. Giovedì, in occasione della festa della Repubblica, alcuni esponenti hanno effettuato un presidio proprio davanti alla casa delle Ferrovie con questo messaggio: “Un presidio per segnalare la brutalità di una pratica che mette in strada una famiglia e chiude coi mattoni uno spazio abitabile”.
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