Il dolore
«Tanti moccoli e dolore, ma ci sorto» Bottai già dimesso
Il musicista dei Gatti Mézzi racconta la sua disavventura «L’ho scampata bella, raccoglievo ciliegie a mia figlia»
PISA. «Sono dolorante, ma consapevole di aver scampato un grande pericolo. Mi dispiace per i tanti che si sono preoccupati e di dover stare un po' fermo con la musica».
Lo spavento è quasi passato. Il dolore ancora no. E per tornare in piena forma ci vorranno probabilmente tre, quattro settimane. Di riposo e di cure, che costringeranno Francesco Bottai a rimanere per circa un mese lontano dai palchi. Il cofondatore dei Gatti Mézzi, il noto gruppo musicale che mescola jazz, swing e pop formatosi nel 2005 a Pisa che lo scorso aprile ha pubblicato il sesto album "Perché hanno sempre quella faccia", è stato dimesso nella tarda mattinata di ieri dall'ospedale di Cisanello dove era arrivato con l'elicottero del 118 Pegaso nel tardo pomeriggio di giovedì scorso dopo essere rimasto vittima di una brutta caduta da un albero di ciliegio in un orto che l'artista pisano ha realizzato insieme ad un conoscente nella zona alta di Castelvecchio di Compito, nel comune di Capannori. «Ero salito sull'albero per raccogliere un po' di ciliegie per mia figlia - ricostruisce l'artista pisano -. Improvvisamente, il ramo sul quale ero appoggiato, anche abbastanza grosso, ha ceduto».
Senza alcuna possibilità di aggrapparsi ad un altro ramo, Bottai precipita da un'altezza di circa due metri e mezzo sul terreno sottostante. Nell'impatto al suolo, il cofondatore dei Gatti Mézzi batte violentemente la testa e il costato, riportando un trauma toracico-addominale che gli provoca anche delle difficoltà respiratorie.
«Ho battuto la testa - prosegue Bottai, che durante la disavventura è rimasto sempre vigile e cosciente - accusavo dolori ovunque, un forte mal di testa e mi mancava il fiato». L'amico Giorgio Parenti, che in quel momento si trovava con l'artista pisano, capisce la gravità dell'accaduto e prontamente avverte i soccorsi che, sottolinea lo stesso Bottai, «sono stati tempestivi».
Prima l'arrivo di un'ambulanza, poi il trasferimento al campo sportivo di Castelvecchio dove è sopraggiunto l'elisoccorso che atterrerà dopo pochi minuti all'ospedale di Cisanello.
A Bottai, 39 anni, chitarrista e voce del gruppo fondato insieme a Tommaso Novi, voce e piano, viene diagnosticata la frattura composta di una vertebra e un'infrazione a due costole. La notizia fa subito il giro del web, dove centinaia di fans si riversano per assicurarsi delle condizioni dell'artista e per fargli sentire la loro vicinanza. Ed è proprio a loro che Bottai si rivolge, per tranquillizzarli: «Non è un qualcosa di tanto grave - dice - devo stare solo fermo e a riposo». Lo stesso ha fatto, in perfetto stile pisano, sulla sua bacheca Facebook poco dopo essere uscito dall'ospedale di Cisanello. «Due costole incrinate e una vertebra fratturata. Tanti moccoli (anche inediti) e dolore. Ma ci sòrto», ha scritto sul social network, dove decine e decine di amici, colleghi e fans hanno gli rivolto un virtuale abbraccio di vicinanza. «Mi è dispiaciuto che tanta gente si è preoccupata. Poteva essere qualcosa di veramente grave: ho la consapevolezza di aver scampato un gran pericolo - conclude l'artista -. Sono dispiaciuto perché dovrò stare un po' fermo con la musica. Per un mese almeno».
La disavventura ha costretto la band pisana che trae ispirazione dagli stili musicali di Giorgio Gaber, Fred Buscaglione e Paolo Conte ad annullare il concerto che avrebbe dovuto tenere ieri sera a Cascina. A rischio anche le prossime date già programmate, tra le quali l'esibizione alla mini rassegna di musica "Fuori rotta" prevista per il 10 giugno a Stromboli e lo spettacolo "Swing Jazz!" in programma il prossimo 17 giugno a La Spezia.
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