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Rianimato dopo un ictus «Così salvarono mio marito»

PISA. Esiste anche la buona sanità e quando le cose vanno nel verso giusto è bene raccontarlo. «Prima di tutto voglio ringraziare i volontari della Pubblica Assistenza del Litorale pisano, tutto lo...

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PISA. Esiste anche la buona sanità e quando le cose vanno nel verso giusto è bene raccontarlo. «Prima di tutto voglio ringraziare i volontari della Pubblica Assistenza del Litorale pisano, tutto lo staff del pronto soccorso di Cisanello, gli infermieri e la dottoressa Maria Chiara Carboncini del reparto di neuro-riabilitazione sempre dell'ospedale di Cisanello, perché se mio marito oggi è ancora al mio fianco e migliora giorno dopo giorno, è grazie alle loro cure, alla loro professionalità e anche alla loro umanità».

Così inizia il suo racconto la signora Mirka Biaggio, sposata da 48 anni con Gabriele Reccanello, settant’anni compiuti, che una domenica mattina di alcuni mesi fa è stato vittima di un ictus mentre si trovava nella cucina della sua abitazione a Tirrenia. Gabriele quel giorno si era alzato dal letto come ogni mattina ed era andato in bagno mentre sua moglie preparava la colazione in cucina. Ad un certo punto comincia a sentire un forte dolore ad un braccio, raggiunge la moglie in cucina e cade sul pavimento privo di conoscenza. «Mio marito non ha mai sofferto di cuore, non ha mai fumato né bevuto - precisa la donna -, chiamo mio figlio che abita vicino e che a prima vista intuisce subito che si tratta di un ictus, per cui chiamo immediatamente anche il 118 che arriva senza medico a bordo perché sul litorale quando finisce la stagione il medico del 118 non c'è più. I volontari gli praticano i primi soccorsi e mentre l'ambulanza si avvia a sirene spiegate verso il pronto soccorso, io e mio figlio la seguiamo e quando arriviamo all'ospedale l'ambulanza non c'era ancora. Si erano dovuti fermare per strada e avevano dovuto far venire un'altra ambulanza con il medico a bordo perché mio marito aveva avuto un arresto cardiaco. Riescono a rianimarlo e una volta varcata la soglia del pronto soccorso mi confermano subito che si trattava di un ictus ma mi dicono anche che secondo loro non avrebbe superato la notte, praticamente lo avevano dato per morto. Invece la notte l'ha superata ed è rimasto nel reparto di rianimazione in coma farmacologico per venti giorni, seguito costantemente da tutti i medici e gli infermieri del reparto. Come si suol dire: l'hanno ripreso per i capelli».

Dopo il periodo trascorso in rianimazione e il passaggio in diversi reparti, Gabriele Reccanello approda a quello di neuro-riabilitazione della dottoressa Maria Chiara Carboncino e qui comincia un altro capitolo della storia. «Non finirò mai di ringraziare la dottoressa, tutta la sua équipe e gli infermieri del reparto per come si sono comportati e per le cure che hanno prestato a mio marito - continua la signora Biaggio - che era completamente paralizzato dalla parte destra del corpo, non parlava, veniva nutrito con il sondino naso-gastrico, era intubato e in alcuni momenti, quando si rendeva conto della sua situazione, si agitava violentemente. Anche la dottoressa non aveva molte speranze, ma con la sua professionalità e quella della sua équipe, oggi mio marito cammina di nuovo, parla e ha ricominciato anche a muovere il braccio. Siamo stati dimessi parecchio tempo dopo, dico siamo perché per tutto quel tempo è come se io fossi stata ricoverata insieme a Gabriele che non ho mai lasciato un attimo. Per continuare la riabilitazione siamo andati in un centro apposito, il Don Gnocchi di Massa, ma niente può reggere il confronto con l'ospedale di Cisanello. È stato come passare dalle stelle alle stalle sia per la professionalità, faceva solo mezz'ora di fisioterapia e mezz'ora di logopedista al giorno, sia per l'umanità che per la pulizia. Un vero disastro».

Donatella Lascar

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