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Resta in carcere il patrigno violento della bimba morta

Resta in carcere il patrigno violento della bimba morta

No del Tribunale del Riesame alla richiesta di domiciliari Possibile il ricorso in Cassazione per tornare in libertà

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PISA. Resta in cella Tonino Krstic. Il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di revoca del carcere, sostituito dagli arresti domiciliari, presentata dall’avvocato Silvia Morelli, il legale che assiste il 31enne serbo al Don Bosco con l’accusa di lesioni e maltrattamenti nei confronti della compagna Juana Francisca e la bimba di lei, Samantha, trovata morta a 3 anni nel tardo pomeriggio del 27 aprile in una baracca a Calambrone. I giudici del collegio fiorentino hanno rigettato l’istanza di revoca degli arresti in carcere con l'applicazione dei domiciliari per Krstic. L’uomo, sia nell'interrogatorio di convalida dell'arresto, sia in altre occasioni in cui ha potuto parlare con l'avvocato, ha sempre respinto le accuse di aver picchiato la bimba.

«Le ho dato solo degli schiaffetti per farla riprendere dopo che era svenuta» aveva fatto mettere a verbale il 31enne serbo nel cui curriculum ci sono denunce e condanne per lesioni, anche nei confronti dei familiari. Mamma e fratello si sono allontanati da tempo dalla baracca al 395 del viale del Tirreno per la violenza di Tonino.

Il sostituto procuratore, Giancarlo Dominijanni attende gli esiti dell'autopsia eseguita dal professor Alessandro Bassi Luciani per capire se può essere contestata la correlazione tra le percosse prolungate nel tempo - i segni recenti sul corpo con tanto di forma di una scarpa erano visibili - e il decesso della piccina. L'esame autoptico ha escluso l'ipotesi dell'omicidio preterintenzionale: non c'è stata una singola azione violenta tale da provocare la morte della bambina in quel tragico pomeriggio nel tugurio di Calambrone. Quello che emergerà dall’autopsia sarà esaminato dalla Procura anche per definire eventuali profili di responsabilità nei confronti della mamma di Samantha. Non per comportamenti diretti nei maltrattamenti, ma per le possibili omissioni nell’assenza di richieste di aiuto per la bimba che nelle ultime due settimane stava male.

«Leggerò le motivazioni del Tribunale del Riesame e poi valuterò il ricorso in Cassazione» spiega l’avvocato Morelli.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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