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Pisa

Arrestati dopo lo sbarco al Galilei

Arrestati dopo lo sbarco al Galilei

Operazione antidroga della Finanza. Triangolazioni Spagna-Olanda-Colombia

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PISA. Una prostituta olandese con regolare contratto di lavoro, una donna di 67 anni, nonna di cinque nipoti, insospettabile e affabile. E una rete di personaggi che dalla Colombia, attraverso la Spagna e l’Olanda, sono arrivati a toccare Roccastrada. Tra loro il sudamericano che gestiva il traffico di cocaina, aiutato da un personaggio non ancora identificato che si fa chiamare l’Africano. E che rievoca quel corriere colombiano di carlottiana memoria.

I militari della Guardia di finanza di Pisa, coordinati dal sostiuto procuratore Giovanni Porpora, nei giorni scorsi hanno portato a termine l’”Operazione San Miguel”: due roccastradini, marito e moglie che gestivano il traffico di coca e che avevano la loro base operativa in Maremma sono stati arrestati, con altre cinque persone che facevano parte della banda.

Gianluca Deiana, 35 anni, originario della Sardegna e sua moglie Vera Castro Daliris Evoly, 26 anni, ritenuta la mente dell’organizzazione, erano stati fermati qualche mese fa. In auto con loro c’era l’ovulatrice prescelta per il trasporto:Evelien Karin Schlebrowski, una donna di 67 anni di Rottherdam. Quando i due sono stati fermati, dopo aver recuperato la donna all’aeroporto di Pisa, Deiana avrebbe detto ai militari di avere con sé soltanto poco hashish. Droga che è stata consegnata subito, nella speranza di incorrere soltanto in una denuncia per uso personale. Ma le attività investigative delle fiamme gialle di Pisa hanno permesso ai militari di scoprire che il centro del traffico di cocaina era proprio nella loro casa di Roccastrada, dove la coppia faceva espellere gli ovuli ai corrieri in alternativa a un albergo individuato a Grosseto, dove le donne venivano portate per gettare fuori dal loro corpo gli ovuli.

La coppia acquistava cocaina - per sé e per conto di altri acquirenti italiani - da persone di origine dominicana residenti di base in Olanda e Spagna. In particolare, la coppia, nel duplice ruolo di cliente e intermediario, una volta raccolto il denaro necessario per l’acquisto della sostanza, lo consegnava di persona o lo trasferiva a mezzo money-transfer al capo del cartello dominicano o ai suoi collaboratori. Questi, incassate le somme, provvedevano a trovare la cocaina (proveniente da Olanda e Colombia) e ad assoldare “corrieri ovulatori” per il trasporto del carico.

I corrieri, una volta giunti sul territorio nazionale in aereo, una volta atterrati a Pisa o a Roma andavano a casa della coppia dove restavano fino alla completa ovulazione degli ovuli di cocaina.

Francesca Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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