La manifestazione
Festa della Repubblica alla Scuola Normale
Dopo l’alzabandiera sul Ponte di Mezzo, la cerimonia “ospitata” dal rettore Beltram nella Sala Azzurra
PISA. Un 2 Giugno particolare, da ricordare, anche a Pisa. Le celebrazioni per la festa della Repubblica, dopo il tradizionale alzabandiera su un Ponte di Mezzo bagnato dalla pioggia, si sono, infatti, svolte nella sala azzurra della Scuola Normale. Esattamente settanta anni fa il referendum tra monarchia e repubblica portò per la prima volta al voto le donne nel nostro Paese. Il 2 Giugno in passato non sempre è stato festeggiato. Bisogna dire grazie proprio a un celebre allievo della Normale, dal 1937 al 1941, come Carlo Azeglio Ciampi che nel suo settennato da presidente della Repubblica ripristinò questa festività come ricordato da Fabio Beltram direttore della Scuola Normale.
Il prefetto Attilio Visconti ha letto il discorso del presidente Sergio Mattarella e dopo il messaggio del ministro della difesa Roberta Pinotti letto dal comandante della 46°a brigata aerea di Pisa Achille Cazzaniga è stata la volta del sindaco di Pisa Marco Filippeschi:«Per le donne questa fu una conquista grande ma tardiva. Ci fu grande partecipazione e per giorni la consultazione è stata in bilico».
Infatti solo il 18 giugno venne proclamata la Repubblica. Filippeschi ha ricordato «come il testo costituzionale ha visto cambiamenti nel tempo ma rispecchia ancora oggi i principi di 70 anni fa. La costituzione deve essere attuata».
Molto interesse ha suscitato il discorso del 18enne Bernard Dika rappresentante del parlamento degli studenti della Toscana: «Restano ancora tante pagine bianche da scrivere nella storia della Repubblica. Non dobbiamo vergognarci della nostra storia e bisogna portare avanti i valori di chi ha dato la vita per la nostra libertà». Molto bella la lectio magistralis del professor Simone Neri Serneri dal titolo "Repubblica e costituzione. 70 anni di storia".
Nel corso della cerimonia, il prefetto ha consegnato la medaglia d'onore alla memoria di Gino Graziani deportato ed internato nei lager nazisti e due onorificenze di Cavaliere dell'Ordine "Al Merito della Repubblica Italiana" a Oronzo Alessandrini e Riccardo Ghelarducci.
Andrea Chiavacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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