Il dolore
Neonato morto, due medici indagati
Il piccolo aveva varie patologie e per i genitori è stato dimesso troppo presto dal Santa Chiara. Il malore fatale in casa dopo una poppata
PISA. Non si arrendono alla fatalità. Rifiutano l’idea di un destino talmente crudele da privarli del loro bimbo nato già con gravi problemi di salute. E, messa da parte la sorte contro cui si può solo imprecare, si rivolgono alla Procura per chiedere di valutare l’operato dei medici che si sono occupati del piccino deceduto a tre mesi e mezzo la mattina del 19 maggio. La risposta della magistratura è l’iscrizione sul registro degli indagati di due medici del reparto di Neonatologia del Santa Chiara di Pisa. Un atto dovuto per consentire ai professionisti di nominare consulenti e legali (avvocato Patrizio Pugliese) nell’inchiesta aperta dal sostituto procuratore, Giovanni Porpora per omicidio colposo. La storia è quella di Diego, uno scricciolo affetto da palatoschisi, una patologia del palato di cui soffriva insieme ad altre malattie congenite, arrivato privo di vita all’ospedale pisano dopo un trasferimento in ambulanza da Collesalvetti dove viveva con la famiglia, formalmente residente a Fauglia. Il piccolo verso le 7,20 mentre prendeva il latte aveva manifestato sintomi di soffocamento perdendo quasi subito conoscenza. Diego era stato ricoverato a lungo nella Neonatologia da cui era stato dimesso mercoledì 18 maggio, il giorno prima della tragedia. In pratica la sua breve vita era trascorsa tra i camici bianchi e le cure dell’équipe sanitaria di un reparto che è un’eccellenza nazionale.
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Lo avevano dimesso perché, dopo oltre tre mesi di degenza, «le sue condizioni generali erano migliorate tanto da poter essere rimandato a casa in sicurezza, in accordo con i genitori e il pediatra curante» aveva sottolineato l’azienda ospedaliera che a poche ore dal decesso aveva aggiunto che «il piccolo, come molti ex pretermine di alto grado, era stato inserito in un percorso di follow-up ambulatoriale e avrebbe dovuto ripetere a breve distanza una serie di esami clinici». Neanche ventiquattro ore dopo l’uscita dal Santa Chiara, la poppata di latte si rivela fatale per il piccino che arriva ormai cadavere al pronto soccorso dopo una corsa disperata da Collesalvetti. I genitori si sono affidati a due legali (Tamara Ciofini e Bice Del Giudice) per fissare con un esposto il perimetro all’interno del quale la Procura si è messa al lavoro alla ricerca di eventuali responsabilità. Non sono i soccorsi prestati all’arrivo a Cisanello al centro della denuncia. Per i genitori il piccolo Diego sarebbe stato dimesso troppo presto.
Secondo loro non c’erano le condizioni per lasciare il reparto. E la conseguenza, senza ritorno, si è materializzata con un malore dagli effetti fatali. Neanche un giorno la coppia si è goduta il loro bimbo a casa. Sul piccolo è stato eseguito un riscontro diagnostico di iniziativa da parte dell’ospedale e poi, su richiesta della Procura dopo l’esposto della famiglia, anche un’autopsia. «Se avesse manifestato il benché minimo segnale di poter essere in pericolo, non lo avremmo mai mandato via - aveva detto al Tirreno il professor Antonio Boldrini, primario della Neonatologia -. Era un bambino molto fragile, alcuni apparati, come i polmoni erano un po' immaturi, ma respirava da solo, si alimentava e cresceva». Dopo le dimissioni il decesso.
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