Il Tirreno

Pisa

LA SENTENZA

Assolto nefrologo a contratto «Nessuna truffa all’ospedale»

Assolto nefrologo a contratto «Nessuna truffa all’ospedale»

PISA. Assolto perché il fatto non sussiste. Si chiude con la formula di assoluzione più ampia il processo a carico del dottor Diego Cantarovich, 57 anni, natali a Buenos Aires, nazionalità francese,...

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PISA. Assolto perché il fatto non sussiste. Si chiude con la formula di assoluzione più ampia il processo a carico del dottor Diego Cantarovich, 57 anni, natali a Buenos Aires, nazionalità francese, residente a Nantes, accusato di truffa aggravata ai danni dello Stato e abuso d'ufficio.

La sentenza è stata pronunciata nel primo pomeriggio dal presidente del secondo collegio del Tribunale, Luca Salutini (a latere Mirani e Giovannelli). Nel corso della mattinata avevano preso la parola il pm, Giovanni Porpora che aveva chiesto la condanna del medico nefrologo e il legale dell’imputato, l’imputato Antonio Cariello la cui arringa si era conclusa con una richiesta di assoluzione. Parte civile per conto dell’azienda ospedaliera, l’avvocato Carla Fiaschi.

Cantarovich, nefrologo di fama internazionale, era accusato di aver incassato soldi dai pazienti per visite fatte in ospedale con ricevute sulle quali appariva il timbro dell'azienda ospedaliera. Solo che il medico, secondo la Procura, si intascava le somme senza girarle all'Aoup. A indagare sul medico era stata la Guardia di finanza per il periodo in cui il nefrologo aveva lavorato a Cisanello dall’aprile al settembre 2011. Cantarovich aveva un contratto a tempo determinato per un importo di 45mila euro. Il suo ruolo, all'interno dell'unità operativa di chirurgia generale dei trapianti, era quello di coordinatore delle attività connesse con la chirurgia attinente i trapianti di rene o rene-pancreas. L'altro aspetto contestato riguardava l'esercizio abusivo di attività intramoenia nei locali di Cisanello durante l'orario di lavoro con l’utilizzo di beni e personale dell'azienda. Tutte accuse che per la corte durante il dibattimento non hanno raggiunto la forza di prova. Di qui l’assoluzione per Cantarovich il cui comportamento nel breve periodo trascorso in ospedale è stato ritenuto corretto e, soprattutto, non censurabile a livello di violazioni penali.(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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