Il Tirreno

Pisa

L'ultima truffa: falsa mail della Procura minaccia l'arresto

La polizia postale: non si deve cliccare sul link indicato Ennesimo caso di “phishing” per ottenere dati personali

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. «La presente per comunicarle che il suo patrimonio immobiliare, così come il suo conto corrente bancario, verranno posti in arresto con l'accusa di mancato pagamento delle imposte e concorso in riciclaggio di denaro, ad effetto della causa 06291541. L'arresto entra in vigore dal 31 maggio 2016». E ancora: «In caso di condanna le verrà confiscata ogni proprietà e rischia fino a 15 anni di reclusione».

Questo è il testo della nuova mail truffa che sta arrivando in tutta Italia, Pisa compresa, da parte del «Procuratore della Repubblica presso il Tribunale ordinario». L’ennesimo tentativo di phishing per “catturare” i dati personali di chi “abbocca” all’esca via mail.

Ma basta inoltrare la comunicazione per scoprire che l’indirizzo di posta elettronica non appartiene alla Procura.

Nel testo della mail c’è scritto «lei potrà prendere visione della causa 06291541 cliccando sul link», cosa che non deve mai essere fatta perché si rischia il blocco del computer.

Lo scopo delle mail truffa è quello di poter chiedere un riscatto in cambio del codice che riattiva tutti i dati.

«Il fenomeno sta interessando Pisa da due settimane – dichiara al nostro giornale un addetto della squadra di polizia giudiziaria della Polposta –. Siamo sommersi dalle telefonate. Non bisogna credere a quello che c’è scritto nelle mail anche se certi termini, come Procura e arresto, fanno effetto. In caso di indagini, la Procura e la Polizia utilizzano altri mezzi per comunicare. Mai una mail, neppure per chiedere informazioni. Le persone possono chiamare la sezione di Pisa della polizia postale al numero 050 3162431 oppure inoltrare la mail a poltel.pi@poliziadistato.it. Le mail vengono raccolte per essere poi inviate al servizio di Roma». Al momento nessuno si è trovato con il computer bloccato per aver cliccato sul link contenuto nella mail, ma in passato è successo a centinaia di persone e aziende.

«Nessuno per ora c’è cascato – afferma alla Polposta – ma abbiamo ricevuto centinaia di denunce per la mail truffa di Enel e del Corriere Bartolini, molto più plausibili. In tanti si sono trovati il computer con i dati criptati per aver cliccato sul link, Alcune aziende sono state messe in ginocchio per questo. Le mail arrivano sempre dall’estero da server irrintracciabili. Il link da cliccare serve per bloccare il computer in modo da poter poi inviare una richiesta di riscatto in cambio del codice per sbloccarlo. La moneta da pagare è in bitcoin in modo che tutto sia irrintracciabile. Noi consigliamo di fare sempre un backup esterno al computer per non perdere tutti i dati».

Daniela Salvestroni

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa