Il Tirreno

Pisa

Gli infermieri diminuiscono ma non i posti letto del reparto

di Carlo Venturini
Gli infermieri diminuiscono ma non i posti letto del reparto

Il Nursind sul piede di guerra dopo quanto deciso per l’unità operativa dei trapianti «Non potremo garantire l’adeguata assistenza ai pazienti, chiameremo i carabinieri»

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PISA. «E noi chiameremo i carabinieri». Evidentemente, al Nursind, sindacato degli infermieri, non è rimasta alcuna altra arma se non chiamare la forza pubblica. Il problema questa volta è che da oggi il reparto del professor Ugo Boggi, quello di chirurgia generale e dei trapianti dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana, avrà per 25 posti letto solo due infermieri. «La direzione aziendale si assume una responsabilità enorme - dice Daniele Carbocci del Nursind - nel lasciare solo 2 soli infermieri a cercare di garantire adeguata assistenza a 25 pazienti, molti dei quali sopposti ad interventi demolitivi estremamente complicati che, una volta in corsia, richiedono una presenza continua e tempi di intervento estremamente brevi in caso di complicanze». Nel frattempo, il Nursind ha dato mandato al proprio legale di presentare un esposto alla Procura affinché siano verificate le reali condizioni in cui verrà fornita assistenza, da giugno a settembre, con una dotazione organica di infermieri così ridotta.

Riannodiamo però la vicenda. Come ogni anno, in tantissimi reparti dell'Aoup ci sarà una riduzione dei posti letto durante il periodo estivo per poter garantire le ferie al personale infermieristico «e mai come quest'anno la riduzione è stata così massiccia», dice il sindacalista. Fra i reparti, però, che non vedranno una riduzione dei posti letto, c'è la chirurgia generale e dei trapianti diretta da Boggi. «Niente da obiettare sulla scelta visto il tipo di interventi che vengono fatti in questa unità operativa, ma in realtà non è tutto così positivo», precisano dal Nursind, che però aggiunge: «Purtroppo, nel mantenere inalterato il numero dei posti letto, ci sarà un prezzo da pagare: quello di non riuscire a garantire un'adeguata assistenza ai pazienti operati». Contrariamente a quanto succederà nelle terapie intensive e nelle rianimazioni dove il numero di infermieri che garantiranno l'assistenza rimarrà inalterato, nel reparto di Boggi «ci sarà una netta riduzione della presenza di infermieri nonostante il numero di pazienti operati resti inalterato», dice Carbocci. Il reparto in questione è suddiviso fra il quarto e quinto piano dell'edificio 6 del presidio di Cisanello, e mentre al quinto piano essendoci la terapia sub intensiva la quantità di personale infermieristico rimarrà inalterata, al quarto piano, nell'unità operativa di degenza ordinaria, «vi sarà una diminuzione degli infermieri in servizio sui 3 turni che garantiscono l'assistenza h24», precisa il Nursind. Il punto è che per i 21 posti letto dell'unità operativa di degenza ai quali si aggiungono i quattro dell’Endocrinologia e Metabolismo dei trapianti d'organo e cellulari, per un totale quindi di 25 posti letto, l'azienda fino al 31 maggio ha ritenuto necessario garantire la presenza di tre infermieri turnisti più un infermiere giornaliero (mattina e pomeriggio) e «magicamente per lo stesso numero di pazienti, dal primo giugno si potrà tranquillamente fare a meno di un infermiere scendendo quindi a 2 infermieri turnisti». «Ci assumiamo la responsabilità - dichiara Carbocci - di dire che lasciare in carico 25 pazienti a solo 2 infermieri è una scelta che può voler dire mettere seriamente a rischio la vita dei pazienti operati». Sempre il sindacalista conclude dicendo: «Non avendo avuto risposte alla richiesta di un altro infermiere, torniamo a ribadire e chiedere alla direzione aziendale l'integrazione di un infermiere e nel caso questo non avvenga sia valutata la possibilità di chiamare la forza pubblica».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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