Il Tirreno

Pisa

Si tenta di ricucire in extremis, sforzo vano

Vergamini: «Mosse tardive dal palazzo del governo, sarà la magistratura a valutare i comportamenti»

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PISA. La lettera in cui il Ministero degli Interni comunica al prefetto di Pisa che non esistono i presupposti per la revoca dell’incarico ai membri che compongono il collegio dei revisori dei conti porta la data del 23 febbraio (in Prefettura a Pisa è stata protocollata l’8 marzo). Il comunicato stampa del prefetto in cui si rendono noti i risultati delle verifiche svolte in sede ministeriale relativamente all’operato del collegio dei revisori è invece di ieri mattina (per l’esattezza è arrivato alle redazioni dei giornali alle 13.25). Il tanto tempo trascorso fa nascere del sospetto, e non poco. È ad esempio legittimo pensare che il prefetto Visconti sia voluto uscire con un comunicato stampa distensivo nei confronti di Vergamini alla vigilia della notifica dell’atto di querela nei suoi confronti. Forse è stato il suo legale a consigliarlo in questo senso. «La finalità della missiva al Ministero dell'Interno – si afferma nel comunicato stampa della Prefettura – era stata quella di restituire al collegio dei revisori dei conti la necessaria serenità per operare. Al riguardo si comunica che il Ministero dell'Interno, in risposta alla doverosa informativa, non ha ravvisato i presupposti per lo scioglimento del consiglio comunale e ha confermato la piena correttezza dell'attività svolta con rigore e professionalità dal collegio dei revisori. Il prefetto, comunque, già nell'incontro che si era svolto in Prefettura il 5 febbraio con il presidente del collegio e con uno dei componenti aveva avuto modo di esprimere personalmente il proprio apprezzamento per l'attività svolta dal collegio. Lo stesso prefetto tiene a ribadire che anche le posizioni assunte a suo tempo dal collegio dei revisori hanno costituito una conferma del corretto esercizio delle loro funzioni svolte nell'ambito dell'approvazione del bilancio».

Un assoluto dietrofront da parte del prefetto, dunque, che però fa imbestialire ancor di più il ragionier Fabio Vergamini, il quale, con una dichiarazione all’Ansa, definisce l'iniziativa della Prefettura «una mossa tardiva e dettata solo dal fatto che nei mesi scorsi ho presentato una querela per diffamazione nei confronti del prefetto».

«La risposta del Ministero – prosegue Vergamini – non è arrivata in questi giorni bensì ai primi di marzo e viene da domandarsi perché il prefetto non l'abbia divulgata subito. Lui insiste inoltre sulla necessità di restituire serenità al collegio, mentre proprio la sua nota odierna pare dimostrare che se c'era o c'è una serenità da ripristinare non si tratta né si trattava certamente di quella dei revisori. Comunque, sarà la magistratura a valutare, sotto il profilo penale, il comportamento del dottor Visconti. Mi risulta inoltre che il Ministero sempre i primi di marzo abbia comunicato al prefetto che l'eventuale revoca dell'incarico ai revisori, che lui “pensava” gli spettasse, è ammessa solo in caso di inadempienza e in particolare per la mancata presentazione della relazione alla proposta di deliberazione consiliare al rendiconto entro il termine previsto. Il prefetto, insomma, non ha alcun titolo per parlare di revoca dei revisori: perché tale notizia non è stata divulgata con la solita solerzia con la quale è stata ipotizzata la revoca? È veramente sorprendente constatare come un'autorità così importante paia non essere neppure a conoscenza delle sue prerogative e non sia portatrice di quella trasparenza che è irrinunciabile quando si ricoprono incarichi così importanti».(c.m.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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