Case popolari, in venti ci vivono senza averne i titoli
Apes, è caccia ai furbetti: segnalati anche 89 inquilini che posseggono auto di grossa cilindrata non dichiarate
PISA. «Troppi furbetti sotto il tetto degli alloggi popolari». Il bilancio sociale del 2015 dell'Apes sugli alloggi popolari fa emergere che sono 89 le persone che hanno un'auto di cilindrata superiore ai 2000 cc, auto non dichiarata. Oltre a ciò, ci sono 20 occupazioni senza titolo e 21 persone con morosità colpevole superiore a 20mila euro. Le ingiunzioni di pagamento inviate dall'Apes nel solo 2014 sono state 567 e le diffide 954 mentre ci sono ben 1400 alloggi popolari abitati da una sola persona spesso anziana e che ha più di 84 anni.
Riduzione del personale Apes. «Abbiamo snellito la struttura per motivi di sobrietà ed efficienza», dice Lorenzo Bani riconfermato alla guida di Apes fino al 2018 come amministratore unico. C'è un solo direttore e dirigente unico che è Giorgio Federici e il personale amministrativo è passato da 54 a 38 unità.
Lotta ai "furbetti". Nel 2014, è stata sperimentata positivamente, grazie alla Regione Toscana, l'integrazione dei dati degli assegnatari Erp sul Sistema di contrasto all'evasione ed elusione fiscale (Tosca) che permette di fare gli accertamenti massivi sugli assegnatari di alloggi Erp. «Grazie a questo sistema informativo - dice Bani - riusciamo ad incrociare i dati fiscali degli inquilini e scoprire casi sospetti che poi noi accertiamo fino ad arrivare alla segnalazione alla Guardia di Finanza e con le nuove certificazioni Isee sarà difficile nasconderci altri dati fondamentali per la consegna dell'alloggio e del suo possesso futuro». Apes a breve, procederà all'emanazione di un bando per un posto di "Ufficiale della riscossione". Apes infatti potrebbe già oggi procedere a pignoramenti, sequestri, fermi giudiziari ma non c'è nessuno che li faccia perché manca una figura ad hoc. Nel 2014, le azioni giudiziali ed extragiudiziali sono state 42 nei confronti degli inquilini e 12 le azioni per il recupero del credito dell'ente. L'impegno dell'azienda, a volte limitato dalle stesse normative, si realizza con lettere di richiamo, convocazione delle parti, riunioni condominiali, coinvolgimento dei sindacati degli inquilini, cercando di attenuare lo stato di tensione esistente. «Su queste tematiche - dice Bani - è senz'altro necessario un approfondimento per ipotizzare nuove forme di intervento, fra cui possiamo considerare anche la figura del mediatore culturale».
Caratteristiche degli inquilini. Innanzitutto il canone. Si va da un minimo di 40 euro (ben 865 alloggi sul territorio pisano) ad un massimo di 405 euro mensili. La media è di 100 euro al mese. «I dati più preoccupanti riguardano gli anziani», spiega Bani. I dati infatti evidenziano il livello di invecchiamento degli assegnatari Erp ed una mortalità che porta all'aumentare dei nuclei monoparentali (assegnatario unico componente il nucleo familiare) con età dell'assegnatario sopra l'età media di mortalità per la Toscana (84,5 anni per le donne e 79,6 per gli uomini). Bani commenta: «Ciò significa che vi è un numero in progressivo aumento di appartamenti che si liberano a seguito di decesso dell'assegnatario e che devono essere riqualificati prima di essere nuovamente riassegnati».
E poi è molto problematico spostare una persona anziana che vive dal 1948 nel suo appartamento. «Succede quindi che una sola persona anziana sta in un grande appartamento mentre un nucleo familiare intero sta in quello piccolo», conclude Bani.
Risparmi ambientali e bollette. Dal 2007, l'Apes costruisce case Erp rispettando i parametri di efficienza energetica. Apes sottolinea che gli inquilini pagano molto più per i costi dell'abitare che per il canone. «Il costo annuo dell'abitare è superiore al canone annuo per tutti gli assegnatari Erp e se a ciò aggiungiamo i costi per ambiente, acqua e rifiuti, tali costi annui sono destinati a salire ancora. Da qui la scelta di ridurre i consumi energetici ed ambientali, con edifici energeticamente efficienti», dice Federici.
Prospettive politiche. «Con dieci milioni di euro all'anno si risolverebbero tutti i problemi di edilizia popolare in Toscana ma non si parla più di finanziamenti ordinari da anni e le liste di attesa sono solo in Toscana con 25mila richieste. Dopo il 1998 noi navighiamo a vista e sopravviviamo solo grazie alle vendite di immobili». Per consultare l'intero bilancio sociale, basta andare su www.apespisa.it.
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