Il dolore
«Noi ce l’abbiamo messa tutta...»
Bruno Tedino parla del suo Pordenone: «Nessun rimprovero, Pisa troppo forte»
PORDENONE. Quel saluto alla gradinata, a fine partita, a molti è sembrato più che un addio che un arrivederci.
Perché è molto probabile che, questa, è stata l'ultima gara a Pordenone anche per Bruno Tedino.
Il tecnico del Pordenone, non è un mistero, è il desiderio di Giorgio Zamuner anche alla guida del Padova, club in cui il consulente di mercato dei neroverdi si è ormai praticamente accasato. L'allenatore, in conferenza stampa, è un evasivo sul futuro. Afferma che "ne parlerà presto col presidente". Non ha molta voglia di dire ciò che sarà o che potrebbe essere.
Preferisce partire da quello che è stato, dalla stagione disputata e dal ritorno della semifinale play-off, giocata senza due prime punte di ruolo. «Se uno fa il muratore - esordisce con una battuta - non può fare l'idraulico. Abbiamo giocato con attaccanti molto bravi a supportare un centravanti, ma che come uomini d'area invece faticano: abbiamo fatto una partita meravigliosa, non abbiamo concesso neppure una ripartenza al Pisa. Purtroppo le assenze sono state determinanti».
Era dura affrontare un avversario del genere senza Filippini e Strizzolo: «Abbiamo comunque cercato di fare un calcio propositivo: ci è mancato solo il gol - afferma Tedino -. Purtroppo la gara d'andata ha segnato il nostro destino, quelle due reti subite in due minuti hanno ingigantito i loro pregi. E' andata così - continua -a questo gruppo non mi sento di rimproverare proprio nulla, anzi. Abbiamo solo sbagliato una partita". Tedino, infatti, loda ogni elemento che si è messo a sua disposizione.
«Ci sentiamo comunque vincenti per quello che abbiamo fatto - afferma il tecnico del Pordenone -. Abbiamo chiuso con orgoglio e dignità. Volevamo regalare una gioia dal punto di vista del risultato: non ce l'abbiamo fatta, ma c'abbiamo messo tanto cuore. Volevamo far vedere di che pasta era fatta questa squadra al Pisa: penso ci siamo riusciti».
Il Pordenone, e il suo tecnico, chiudono così una stagione strepitosa, forse irripetibile. Da domani si comincerà a pensare al futuro, perché ci sarà molto da ricostruire. Già le perdite di Zamuner e del direttore operativo Mateos sono dure da smaltire.
Alla vigilia il 3-0 subito a Pisa, pur pesante, non preoccupava troppo il tecnico del Pordenone. «Se giochiamo come sappiamo - aveva detto - siamo in grado di vincere».
Ma, alla fine dei 180 minuti di gioco - prima all’Arena, poi al Bottecchia - il Pisa passa alla finale. Il suo Pordenone conclude la corsa verso la serie B, tra gli applausi del suo pubblico. Ma niente di più. «La squadra è stata encomiabile in tutta la stagione - ripete Tedino - abbiamo sbagliato poco in tutto il campionato, anche a Pisa ci sono stati errori individuali ma l’impatti iniziale fu importante. Sintomo di una lavoro collettivo come società sotto ogni componente» Sul futuro conclude così: «A caldo non è giusto parlare, servono anche un paio di giorni per digerire l'eliminazione. Poi valuteremo il tutto, ma comunque qua son stato benissimo».
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