Il Tirreno

Pisa

nello spogliatoio nerazzurro

Il segreto è uno solo: «La coesione di gruppo»

Il segreto è uno solo: «La coesione di gruppo»

PORDENONE. Il Pisa conquista la quarta finale playoff della sua storia dopo quelle giocate contro con Albinoleffe, Monza, Latina. Un pareggio ottenuto senza rischiare nulla sul campo del Pordenone,...

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PORDENONE. Il Pisa conquista la quarta finale playoff della sua storia dopo quelle giocate contro con Albinoleffe, Monza, Latina. Un pareggio ottenuto senza rischiare nulla sul campo del Pordenone, dimostrando ancora una volta la coesione di gruppo che sicuramente non è una novità, ma un marchio di fabbrica del Pisa di Gattuso.

In tribuna d’onore allo stadio “Bottecchia”, la città di Pisa era rappresentata da esponenti dell’amministrazione comunale: con il sindaco Marco Filippeschi c’era anche l’assessore allo sport Salvatore Sanzo, che è anche presidente del Coni toscanoo.

Qualche seggiola più in là era seduta anche qualche vecchia gloria nerazzurra dell’era Anconetani, anche se in epoche diverse: Alessandro Mannini, Massimo Susic e Luciano Savian.

Il pareggio con il conseguente passaggio alla finalissima sono salutati con grande soddisfazione dallo spogliatoio nerazzurro. Il primo a parlare è il difensore Andrea Lisuzzo, autore di un’altra prova di personalità e sostanza: «Abbiamo affrontavamo una squadra che in casa ha conquistato ben 35 punti e che ha sempre segnato, solo oggi non ha fatto gol e per questo noi siamo orgogliosi. Noi volevamo questa finale e l’abbiamo ottenuta. Il merito di questo gruppo è quello di stare sempre uniti. Abbiamo avuto anche qualche occasione per segnare, in una gara che non è stata bella».

Contro il Pordenone né all’andata né al ritorno il portiere Gianluca Bindi ha dovuto compiere gli straordinari, ma lui vuole sottolineare in primis la grande coesione del gruppo: «Questi obiettivi si raggiungono con una grande unione di gruppo, questa è una grande squadra, anche oggi non sono stato particolarmente utile, non ho dovuto compiere interventi importanti, sono stati bravi i miei compagni a non far arrivare in porta gli avversari. Se sarò all’altezza lo vedremo nella doppia finale e spero che possa rendermi utile. Il mister decide di mettere in campo i giocatori che stanno meglio. Non vedo nessuna similitudine tra la finale che disputai con la maglia del Latina, anche perché i gironi sono diversi, gli ambienti sono diversi e di conseguenza le caratteristiche delle squadre».

Antonio Tognoli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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