Attenzione
Cori e passione nei circoli e allo stadio
Una sessantina di sostenitori sono rimasti fuori dal “Bottecchia” perché senza biglietto
PISA. È stata una giornata di festa in campo e sugli spalti, ma non solo: anche in città alcuni locali hanno messo a disposizione sale e maxischermi per la visione collettiva della semifinale con il Pordenone. A differenza dell’andata, quando ancora tutto era in ballo, il match del “Bottecchia” è filato liscio come l’olio, senza troppa tensione.
Tutti in trasferta. Molti dei pisani presenti allo stadio avevano deciso di raggiungere il Friuli con i pullman dei club organizzati. La trasferta era iniziata presto, con i diversi ritrovi fissati intorno alle 8,30 di ieri mattina. Come sempre, non sono mancate le foto di rito prima d’intraprendere il viaggio e le “mangiate” a bordo (quella del Club Autonomo Nerazzurro è stata a base di panzanella, panini con gli affettati e frati). Arrivati a Pordenone i tifosi nerazzurri hanno dovuto fare i conti con la pioggia, ma nel corso della partita la situazione è via via migliorata, fino al triplice fischio, quando il settore ospite in festa è stato anche baciato da qualche timido raggio di sole. Non tutti i pisani presenti a Podenone però hanno potuto gustarsi la sfida dai gradoni del “Bottecchia”. Almeno una sessantina di tifosi nerazzurri privi di biglietto, convinti di potere comprare il tagliando in Friuli, hanno passato quasi tutta la partita nei pressi dell’impianto. Alla fine il braccio di ferro con le a utorità competenti lo hanno vinto, ma solo a poco dalla conclusione: per gli ultimi sei minuti di gara sono riusciti ad entrare. «Appena arrivati - racconta Marco Pavolettoni del Club Autonomo Nerazzurro - ci siamo subito presi un bell’acquazzone. L’unico dispiacere della giornata è stata l’esclusione di alcuni tifosi, nessuno si è voluto prendere la responsabilità per farli entrare. Ora ci mettiamo subito ad organizzare l’ultima trasferta dell’anno». «Una grande festa - dice Antonio Cassisa della Gradinata 1909 - al termine di una partita gestita senza soffrire troppo. L’importante era non subire squalifiche ed evitare infortuni, sembrava di giocare in casa. Eravamo tanti e carichi al punto giusto. Dispiace solo per i pisani rimasti fuori dallo stadio». Cassisa tiene a segnalare anche il gesto di sportività dei tifosi di casa: «Finita la partita - chiude - ci sono stati applausi per tutti e scambi di sciarpe. Bella giornata, vissuta in un bel clima generale». Presente a Pordenone anche Fabio Mori: «Ma chi se ne frega dell’acquata presa - racconta ridendo a fine gara -. Tutto è andato come doveva andare. Squadra accorta e che ha preso quello che doveva».
Il Pisa visto al bar. Alcuni bar di Pisa hanno deciso di allestire sale per la visione collettiva del match. Come sempre, il circolo Arci Rinascita di via del Borghetto ha messo a disposizione i suoi locali per accogliere i tifosi rimasti in città, vogliosi di condividere con altri la giornata di passione. In un clima abbastanza disteso, forti del 3 a 0 assestato all’Arena Garibaldi, una decina di persone ha guardato la partita nel retro del locale, nella sala fornita di poltrone e proiettore. Con il passare dei minuti, con il risultato fermo sullo 0 a 0, al circolo si è sofferto in pochissime occasioni: quando Verna si è mangiato il vantaggio al 20’ e quando il Pordenone in un paio di sortite offensive ha rischiato di battere Bindi. Nella ripresa, in sala, il clima si è rasserenato ed i presenti hanno anche avuto modo di parlare d’altro. Alla fine si è festeggiato, riso e condiviso anche qualche bevuta; e gli organizzatori hanno già fissato l’appuntamento per la finalissima promozione. «Siamo stati bene - chiude Giovanni Rossi - è stato un bello spettacolo. Alla fine c’è stato tempo anche per parlare d’altro. I ragazzi in campo hanno dato il massimo e meritano di giocarsi la finale per la serie B».
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