Toscana
Braccio di ferro sul bilancio: revisore dei conti querela il prefetto
La querelle nata in Comune a Pisa si trasferisce sui banchi della magistratura
PISA. Approda in tribunale la 'querelle' tra il collegio dei revisori dei conti del Comune di Pisa e la prefettura scoppiata per la presentazione della relazione al bilancio preventivo dell'ente. Nel dicembre scorso il presidente, Fabio Vergamini, denunciò "ingerenze e pressioni" della prefettura per accelerare la consegna del parere previsto dalla legge e oggi afferma di avere depositato una querela per diffamazione nei confronti del prefetto, Attilio Visconti.
Ha deciso di farlo nel giorno in cui la prefettura, in una nota, rende noto il parere richiesto al ministero dell'Interno che "ha confermato la piena correttezza dell'attività svolta con rigore e professionalità dal collegio dei revisori". Tuttavia, con una dichiarazione inviata all'Ansa, Vergamini definisce l'iniziativa della prefettura "una mossa tardiva e dettata solo dal fatto che nei mesi scorsi ho presentato una querela per diffamazione nei confronti del prefetto". Il parere del Viminale, precisa la prefettura, "si era reso necessario per restituire al collegio dei revisori dei conti la necessaria serenità per operare nel pieno rispetto delle sue prerogative istituzionali". Infine, Visconti conclude "che le posizioni assunte dal collegio hanno costituito una conferma del corretto esercizio delle loro funzioni esplicato con assoluta imparzialità".
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La risposta del ministero, spiega Vergamini nella sua nota, "non è arrivata in questi giorni bensì ai primi di marzo e viene da domandarsi perché il prefetto non l'abbia divulgata subito, insiste inoltre sulla necessità di restituire serenità al collegio, mentre proprio la sua nota odierna pare dimostrare che se c'era o c'è una serenità da ripristinare non si tratta o si trattava certamente di quella dei revisori".
"Comunque - conclude il revisore - sarà la magistratura a valutare, sotto il profilo penale, il comportamento del dottor Visconti. Mi risulta inoltre che il ministero sempre i primi di marzo abbia comunicato al prefetto che l'eventuale revoca dell'incarico ai revisori, che lui 'pensava' gli spettasse, è ammessa 'solo in caso di inadempienza e in particolare per la mancata presentazione della relazione alla proposta di deliberazione consiliare al rendiconto entro il termine previsto'. Il prefetto, insomma, non ha alcun titolo per parlare di revoca dei revisori: perchè tale notizia non è stata divulgata con la solita solerzia con la quale è stata ipotizzata la revoca? E' veramente sorprendente constatare come un'autorità così importante paia non essere neppure a conoscenza delle sue prerogative e non sia portatrice di quella trasparenza che è irrinunciabile quando si ricoprono incarichi così importanti. Mi riservo comunque una più approfondita valutazione del comunicato stampa e delle eventuali ulteriori responsabilità e mi auguro comunque che adesso ci lascino lavorare senza farci perdere ancora tempo inutile".
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