Attenzione
Stazioni, metal detector su viaggiatori e bagagli
Non solo controlli sui borseggiatori, ma servizi antiterrorismo
PISA. In fondo il Belgio ce lo ha insegnato. Insieme agli aeroporti, sono da mesi obiettivi sensibili, forse ancora più di quanto non lo siano i grandi monumenti. Prima ancora della Torre o della cupola del Brunelleschi a Firenze, il Califfato nero potrebbe tentare un’incursione nelle stazioni. Così, venerdì pomeriggio, la stazione centrale di Pisa e quella di San Rossore sono diventate il banco di prova di un servizio di sicurezza finora mai sperimentato in Toscana. Anche negli scali ferroviari della regione arrivano i metal detector. Gli agenti della Polfer hanno controllato 34 viaggiatori e i loro bagagli con i rilevatori magnetici. Non solo sui binari, ma anche al deposito. Dodici gli stranieri passati ai raggi x, fra cui anche due minorenni affidati ai centri per minori. Una giovane borseggiatrice nomade è stata denunciata per furto ai danni di un turista a cui aveva sottratto il portafogli. Ufficialmente, infatti, si tratta di un monitoraggio organizzato dal comando di polizia ferroviaria toscano per «massimizzare le attività di prevenzione per la tutela dei viaggiatori» in un periodo di grandi flussi turistici. Un servizio messo in piedi in vista della festa della Repubblica, il 2 giugno, ma che proseguirà senza una cadenza precisa e a girare nelle stazioni di maggiore passaggio: Firenze, Pisa e Livorno.
Ma non è solo questo. Del servizio sono informati da tempo anche i reparti dell’antiterrorismo. «È concepito anche con l’obiettivo di utilizzare il metal detector come un deterrente. Le stazioni non sono solo possibili bersagli di attentati, ma sono anche i luoghi di passaggio privilegiati da foreign fighter di ritorno», rivela una fonte di intelligence da Firenze. «E i metal detector danno l’immagine di un presidio con un livello di guardia superiore a quello consueto seppure si tratti di un controllo “leggero”», aggiunge una fonte pisana. C’è un elemento che più di altri attribuisce al rilevatore a raggi x la funzione di scoraggiare più che di bloccare. «Le stazioni non sono aeroporti o musei, non c’è il divieto di trasportare metallo, e la deterrenza è la prima barriera da opporre al radicalismo». Un ostacolo visivo, anche per chi pensa di utilizzare le stazioni come snodi di transito, senza contare che proprio gli attentati in Belgio hanno dimostrato quanto i canali dei grandi mezzi di trasporto finiscano nelle mappe stragiste dei jiadisti molto più frequentemente dei monumenti. Certo, Colosseo, Uffizi sono da mesi nell’elenco degli obiettivi sensibili, e non è un caso che proprio alla Torre il prefetto Attilio Visconti abbia voluto regolare gli accessi con il metal detector. Ma per difenderli è necessario proteggere anche i canali di transito della minaccia.
Ma cosa è cambiato dagli attentati di marzo a Bruxelles? Perché il metal detector fa il suo esordio nelle stazioni toscane adesso? L’estate e i grandi flussi turistici sono la spiegazione? Il Viminale da settimane prepara la macchina dell’accoglienza migranti a quella che considera una “estate da record di sbarchi”. La polizia italiana finora non ha trovato prove certe dell’uso sistematico dei barconi da parte dei jihadisti, solo di casi isolati. Un’inchiesta della Cnn però lascia supporre che qualcosa stia cambiando. Il comandante della polizia di Misurata, in Libia, ha rivelato all’emittente di aver visto militari dell’Is imbarcarsi con le loro famiglie, senza armi.
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