Il Tirreno

Pisa

LA REPLICA DEI COBAS

«Quale fallimento, Giusti non dice perché s’è dimesso»

PISA. «Quello dei Cobas non è un progetto fallito. Questo è solo il paravento usato da Federico Giusti per nascondere la vera ragione delle sue dimissioni». Il sindacato di base risponde a muso alle...

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PISA. «Quello dei Cobas non è un progetto fallito. Questo è solo il paravento usato da Federico Giusti per nascondere la vera ragione delle sue dimissioni». Il sindacato di base risponde a muso alle accuse rivolte da Giusti, lo storico militante uscito dopo 16 anni dall'organizzazione di via San Lorenzo affidando ad una lettera al vetriolo le ragioni delle sue dimissioni in cui evidenzia l'incapacità del sindacato e del sindacalismo di base di farsi spazio nelle nuove vertenze sociali, sindacali e politiche. «Non solo riteniamo attuale il progetto sindacal-politico dei Cobas, ma siamo impegnati sui fronti sindacali della scuola, della sanità, del pubblico impiego, del lavoro privato, in particolare nel settore degli appalti, dove i lavoratori sono esposti ai contraccolpi dei cambi di gestione, col rischio di vedere peggiorata la loro situazione retributiva per effetto della riduzione dell'orario di lavoro e di vedersi applicata la spietata legislazione del Jobs Act sui licenziamenti. In questo mondo del lavoro siamo impegnati per tutelare chi vi lavora e chi di quei servizi è utente. Sull'uscita di scena di Giusti, pensiamo che essa non sia dovuta alla presunta situazione fallimentare che i Cobas attraverserebbero, ma che questa sia un paravento dietro cui nascondere la vera ragione delle dimissioni», risponde l'organizzazione sindacale che punta il dito contro il «dimissionario», accusato di usare il sindacato come un'organizzazione personale. «Non ha mai smesso di usare la firma Cobas per comunicati pensati e decisi personalmente, fuori da ogni dimensione collettiva come dovrebbe un sindacato - accusa la Confederazione -. Questa pratica personale, malgrado gli inviti a rinunciarvi, non è stata da lui mai abbandonata». La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe stato un comunicato stampa firmato "Cobas pubblico impiego" con il quale sono state criticate «le forme di protesta degli abitanti di un quartiere in lotta contro il disagio abitativo, arbitrariamente definite "prepotenze"». «Ciò ha suscitato una critica massiccia e la decisione di affidare ad un comunicato collettivo la rettifica per quella iniziativa non condivisa dalla maggioranza della Confederazione, ha fatto sentire delegittimato Giusti, spingendolo all'uscita dal nostro sindacato, il quale - conclude l'organizzazione - continuerà a impegnarsi nel lavoro politico-sindacale, in cui la comunicazione non competerà più a singoli, ma sarà affidata ad una gestione collettiva». (d.r.)

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